Quinto Conto Energia 2012: ecco l’ultima versione dal sito del Governo

Si susseguono continui aggiornamenti sull’argomento Quinto Conto Energia 2012. L’ultima versione aggiornata fino ad ora (la potete trovare al link in fondo all’articolo) presenta i seguenti punti salienti, come reso noto nei giorni scorsi dai vari ministri competenti. Innanzitutto, i tagli previsti dovrebbero essere dell’ordine del 32 – 36 % e, una volta entrato in esercizio l’impianto, rimarranno fissi per i 20 anni successivi.

Le categorie di impianto ammesse a detti incentivi sono le seguenti:
a)  impianti fotovoltaici il cui costo annuo indicativo degli incentivi nel semestre non supera gli 80 ML€;
b)  impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative il cui costo annuo indicativo degli incentivi nel semestre non supera i 10 ML€;
c)  impianti fotovoltaici a concentrazione il cui costo annuo indicativo degli incentivi nel semestre non supera i 10 ML€.

Una delle novità più importanti riguarda il momento in cui entrerà in vigore il decreto: ebbene, non è stata fissata una data precisa ma è stato deciso che si partirà da quando si raggiungerà la soglia dei 6 miliardi di euro di incentivazione fotovoltaica. Secondo le stime degli addetti ai lavori del settore, tale soglia dovrebbe essere raggiunta verso agosto 2012 o al massimo qualche settimana dopo. Un’altra importante novità che arriverà con il decreto è che sarà prevista una tariffa incentivante onnicomprensiva e dipenderà dalla potenza e dal tipo di impianto. In particolare, per il primo semestre 2012, sempre se il decreto partirà prima di luglio, si otterrà la cifra incentivante di 237 euro per MWh per gli impianti su edifici di potenza tra 1 e 3 kW mentre la  tariffa premio sull’autoconsumo sarà di 155 euro per MWh. Per gli altri impianti fotovoltaici la tariffa onnicomprensiva dovrebbe essere di 229 euro per MWh e di 147 euro per MWh quella con autoconsumo.

Nel secondo semestre si passerà a incentivi di 207 e 125 euro per i primi e 200 e 118 euro per i secondi (prezzi sempre riferiti al MWh). Si prevede una burocrazia purtroopo più pesante per i piccoli impianti perché secondo indiscrezioni verrà creato un apposito registro dove gli impianti inferiori a 12 kW dovranno essere segnalati. Su questo registo gli impianti verranno compresi in una graduatoria che terrà conto della classe energetica dell’edificio,di eventuali sostituzioni di eternit, di eventuali riqualificazioni di siti contaminati, di funzionamento combinato come pensiline, frangisole.Saranno anche segnalate tutte le date di targa dell’impianto come potenza, data di iscrizione al registro, data del titolo autorizzativo e eventuali comuni con meno di 5000 abitanti.

Saranno premiati nuovamente gli impianti realizzati come parte integrante dei pergole serre tettoie e pensiline che prenderanno un incentivo pari alla media aritmetica tra impianti su edifici e altri impianti. Previsti anche premi per impianti su fabbricati ruali, sempre se essi siano stati accatastati prima delle data di entrata in esercizio dell’impianto.

Per quanto riguarda le certificazioni da produrre, servirà una dichiarazione del produttore dei moduli fotovoltaici sull’adesione della propria azienda ad un consorzio europeo che garantisca lo smaltimento deo moduli fotovoltaici utilizzati, oltre a certificazioni iso 9001:2008, ohsas 18001 e iso 14000 dell’azienda stessa.

Servirà anche un certificato di ispezione di fabbrica per i moduli e gruppi di conversione rilasciato da un organismo certificatore accreditato secondo i requisiti indicati dalla Guida CEI 82-25.

http://www.sviluppoeconomico.gov.it/images/stories/normativa/DM-5-CE-Integrato-13-04-12-Pulito-Rinumerato_ultima.pdf

 

1 comment for “Quinto Conto Energia 2012: ecco l’ultima versione dal sito del Governo

  1. Pier Luigi Caffese
    2012-04-15 at 15:49

    L’italia è in declino perchè da anni parliamo solo del ft come panacea alle rinnovabili italiane.Ma il ft e’ 70% cinese nei pannelli e produce ben poco: 30 GW per 200 miliardi di incentivi in 20 anni,cosi’ il paese muore perchè il ft è come il finanziamento senza controlli ai partiti.Parliamo di sviluppo ed energie serie.Esiste un piano da 600 gw per 22 miliardi con 720.000 occupabili(giovani) ma è bloccato da veti incrociati fossili-ft e dalla burocrazia.L?AEEG dice a pp40 del suo Rapporto che l’hydro pompaggio non va parte delle rinnovabili e solo questa frase messa in nota blocca l’hydro modulare che è l’arma vincente per bilanciare il grid con l’hydro e non con il gas.Bilanciare con il gas è solo spreco di denaro pubblico e significa non sviluppo e tariffe alte.Poi sui non fossil liquid fuels è in corso una battaglia feroce tra chi finalmente li vuole, e l’Eni che li nega.Oggi vorrei essere in Germania dove la Merkel ha deciso si,tanto vento e poi tanti carburanti rinnovabili da vento e biomasse.Sono 6 anni che dico di fare questi carburanti usando anche l’acqua ed il mare.Come l’acqua,il mare,il sole? Si solo gli ignoranti non lo sanno e posso aggiungere la filiera glucosio -bio
    butanolo per 500.000 giovani.Ma all’estero fanno cosi’? Si,non stanno a dormire,non stanno a guardar pagliuzze tipo ft.Noi nell’energia abbiamo lo stesso problema dei partiti:troppi furbastri prendono contributi per non far decollare il paese.L’energia termica tradizionale in Italia vale 231 TWh il 76,6%.Puo’ un paese svilupparsi con il
    76,6% importato come fossil fuels.No, sono 80 miliardi annui di import che uccidono l’economia italiana ma ingrassano gli stipendi di molti CEO energetici che traslano a noi i costi e piu’ aumentano,piu’ guadagnano.Cosa farebbe un pater familias,produce in casa, ma non scavando profondo perchè piu’ del 20% di gas non troviamo a costi di deep drill enormi(14 miliardi).Con 22 miliardi risolviamo ma i carburanti rinnovabili ENI e UP non li vogliono,l’hydro modulare non lo vogliono,idem il vento in mare oltre 12 mg.Questi vogliono distruggere l’Italia.Comprereste i tortellini a 100 euro il Kg quando potreste farli in casa con un po di olio di gomito a 10 euro al Kg? ed usando erbette,ricotta ed ortica/boraggine a 5 euro al kg.
    All’Eni conviene vendere i tortellini a 100 euro kg
    e guadagnare 3 milioni di euro per il Ceo,anche se in borsa vale 15 miliardi contro i 47 del 2007.

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