Basterà il computer – ai più techno-accessoriati anche solo l’i-phone – per prenotare il posto barca, sapere se è possibile ormeggiare e fare rifornimento carburante, o prenotare un tavolo al circolo nautico, o avere indicazioni esatte su come arrivare in porto, con foto e cartina circoscritta dell’area. Il porto turistico gestito come un qualsiasi albergo del mondo, dove offerta di servizi, prenotazione e pagamenti si fanno globalmente ormai on-line.

E’ solo una delle facilitazioni previste dal progetto pilota per «l’applicazione dei sistemi di gestione ambientale ai porti turistici della provincia di Lecce», definizione un po’ troppo tecnica per dire più semplicemente che i porticcioli del Salento, luoghi di sosta fondamentali per chiunque navighi nel Mediterraneo, avranno una fruibilità più moderna e veloce. Il progetto è stato realizzato dal Dipartimento di Scienze e Tecnologie biologiche ed ambientali dell’Università del Salento, e cofinanziato dal Cuis (Consorzio universitario interprovinciale salentino) e dalla Provincia di Lecce.

Vi hanno già aderito 9 dei 15 porti turistici: Castro, Gallipoli (foto), Leuca, Otranto, Porto Cesareo, San Foca, Torre Pali, Torre San Giovanni e Tricase. Cosa prevede: innanzitutto la realizzazione di un sito web che raccolga le informazioni sulle attività e i servizi offerti dai porti (ormeggi, raccolta differenziata, servizi igienici, servizio di pronto intervento in caso di emergenza, noleggio imbarcazioni, manutenzione, rifornimenti, rimessaggio, bar, ristoranti). Non solo. Fatto importante, l’intervento mira a realizzare un sistema di porti turistici eco-compatibili. Perché questa esigenza? Perché i porticcioli sono strutture che producono in diverse misure impatti ambientali non indifferenti: pensiamo agli scarichi idrici, alla produzione di rifiuti, al consumo di combustibile, agli sversamenti accidentali di benzina, gasolio, olio motore. Questo progetto pilota mira ad evitarle.

Tutti i porti che hanno aderito, infatti, adotteranno la registrazione Emas, un sistema europeo di regolamentazione per tutti quei territori che vogliano migliorare le proprie prestazioni ambientali. Per passare dalla teoria alla pratica, il progetto pilota (i cui responsabili sono l’ingegnere Giovanni Refolo per la Provincia e il professor Giovanni Zurlino per l’Università) ha ora bisogno di un ente gestore e una rete tra i Comuni.

Fonte: corrieredelmezzogiorno.corriere.it (articolo di Paola Moscardino)