Case mobili, una soluzione a basso impatto ambientale

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Con la crisi che pesa sulle tasche degli italiani si studiano nuove soluzioni abitative, concepite molto spesso in modo da ridurre i consumi e quindi abbassare il tasso di inquinamento. Sono sviluppate sempre più costruzioni che hanno il vantaggio di poter dare a chi le abita la possibilità di diminuire le spese, sia se si tratti della prima abitazione, che se si tratti di una soluzione per le vacanze.

Tra queste soluzioni ci sono le cosiddette case mobili, cioè degli edifici che hanno la caratteristica di essere fabbricate in maniera da poter essere spostate da un punto ad un altro. Queste sono di diversi tipi, e concepite in maniera differente, a seconda delle esigenze.

I vantaggi delle case mobili, tra risparmio e consumi bassi

Questa delle case mobili è un’idea arrivata dagli Stati Uniti negli anni ’90 per ridurre le spese immobiliari, legate all’acquisto e al mutuo, e soprattutto per diminuire i consumi energetici. Una scelta di questo genere porta quindi a ridurre anche l’inquinamento, ma anche in molti casi, ad adeguarsi ad un tipo di vita a basso impatto ambientale. Questo tipo di abitazione si è diffuso anche in Europa, e in Italia sono molte le aziende che vendono case mobili, come possiamo vedere sul sito prefabbricatisulweb.

Questo tipo di abitazione è creato con l’assemblaggio di materiali creati secondo le ultime innovazioni tecnologiche, attraverso moduli di pannelli coibentati, su un’intelaiatura di ferro e sostegni interamente ecologici, studiati per il rispetto dell’ambiente. Le basi sono create per sostenere pesi molto alti e sono realizzate in materiale ignifugo, e per resistere all’usura sono listate in legno e rifinite in pvc. Le case mobili sono solitamente poggiate poi su uno chassis completo di assi gommate (per questo sono dette anche case su ruote).

Per ridurre gli sprechi, queste case sono isolate con un cappotto termico, che assieme a finestre in alluminio, e strutture del tetto e delle pareti studiate per il caso, permettono di poter permettere di mantenere all’interno dell’ambiente la temperatura il più possibile. Questo permette a questo tipo di abitazione di potersi adeguare al clima esterno.

Vivibilità e consumi

Nonostante questo tipo di abitazione sia stato concepito per essere di piccole dimensioni, in realtà può offrire un’ottima vivibilità grazie ad uno sfruttamento degli spazi ottimale e soprattutto grazie ad una concentrazione di tanti comfort. Le case mobili sono fabbricate con un’impiantistica completa naturalmente di elettricità, acqua, riscaldamento e condizionamento, con tutti i sanitari necessari. Gli impianti sono fatti secondo le normative di sicurezza.

Le aree della casa sono suddivise in maniera ponderata, in modo da dare la stessa vivibilità delle normali abitazioni: sarà possibile avere un’area per il bagno con servizi bagno con doccia, lavabo e wc; la zona giorno sarà invece composta dalla cucina; e infine quella notturna conterrà le varie stanze isolate. Le zone sono suddivise in maniera diversa a seconda del modello di casa mobile e dalla grandezza, dalla quale dipenderà anche il numero di zone letto e di aree – nei modelli più grandi per esempio, si può avere anche un salone centrale e ben tre camere da letto.

Vari modelli di case mobili

Esistono vari modelli di case mobili che variano a seconda del tipo di ambiente in cui decidiamo di inserirle, se sono su ruote oppure no, e soprattutto a seconda delle esigenze che abbiamo. Per questo motivo i prezzi delle case mobili possono variare molto, a seconda di queste discriminanti e ovviamente delle dimensioni.

I modelli si differenziano quindi nell’estetica e nell’offerta; in molti casi sono create da architetti specializzati per questo tipo di abitazione. In molti casi si tratta di abitazioni create per andare incontro alle emergenze ambientali, proponendo alle persone soluzioni abitative a basso impatto energetico ma che allo stesso tempo potessero essere esteticamente piacevoli e soprattutto vivibili.

Basta pensare infatti allo “Small House Movement” nato negli States negli anni ’90, ma che ha trovato una diffusione a partire dall’ultimo decennio dopo alcune sciagure che hanno colpito le basi della società americana, come quella dell’uragano Katrina, e la crisi finanziaria, con quest’ultima che ha avuto un impatto soprattutto per quello che riguarda lo sostenibilità dei mutui sul reddito.

Angelo Vargiu

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