Prendere decisioni logiche è complicato se il rischio è in agguato

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Alcuni scienziati americani hanno unito le forze con dei ricercatori francesi per studiare in che modo le persone prendono le decisioni e quanto queste siano condizionate da certi fattori. Lo studio, pubblicato sulla rivista Psychological Science, parte dal fatto che l’essere umano non è bravo a prendere decisioni consapevoli quando il rischio è dietro l’angolo e giunge alla scoperta che, anche quando conosciamo un determinato rischioe abbiamo certezze guidate da dati statistici e dall’esperienza personale, tendiamo a farci suggestionare da altro propendendo per la strada più improbabile.

I ricercatori della New York University e quelli della Université Paris Descartes si sono concentrati sui rapporti che intercorrono fra il rischio e la capacità decisionale, aiutati anche dal comportamento umano di fronte a giochi di scommesse. Messe davanti a percentuali e probabilità, le persone non seguono sempre la strada più logica, ma si lasciano influenzare da altri elementi. Chi scommette sul calcio, ad esempio, conosce puntualmente le statistiche delle squadre e dei giocatori, ma spesso l’esperienza e ancora di più il tifo hanno un maggiore peso decisionale.

La squadra del cuore e il giocatore preferito sono elementi che rivestono un peso preponderante perché coinvolgono sfere come quella affettiva e della speranza. Questi avvenimenti sono perfettamente in linea con quanto affermato dalla ricerca e provano che non sempre la decisione finale sia quella più razionale. Ci sono poi altri fattori che influenzano le scommesse in modo più logico, come i bonus di gioco: ad esempio William Hill offre un bonus da 100 euro a tutti gli scommettitori ed anche questo è uno degli elementi che i giocatori prendono in considerazione quando fanno una scelta.

Nella quotidianità, però, non ci troviamo molto spesso di fronte a stime esplicite di probabilità e allora a contare è l’esperienza personale. I ricercatori sono concordi nell’affermare che, qualora sia l’esperienza a fornirci delle informazioni, le persone prendono decisioni migliori. Lo studio congiunto si è articolato in più parti: nella prima i partecipanti hanno giocato a un videogioco in cui dovevano sparare proiettili digitali a dei rettangoli di varie dimensioni e il movimento dei proiettili non era lineare, ma seguiva una traiettoria a zig zag, facendo spesso mancare il bersaglio. Questo meccanismo ha fatto capire ai partecipanti che era più facile colpire il rettangolo grosso e dunque che esisteva un legame fra le dimensioni del bersaglio e le probabilità.

In seguito i ricercatori hanno analizzato due diversi campi decisionali. In un esperimento le probabilità erano esplicite: veniva posta di fronte al partecipante un’alta probabilità di vincere 1 dollaro e una bassa probabilità di vincerne 2. In un altro esperimento invece colpire il suddetto rettangolo grande del videogioco faceva guadagnare 1 dollaro, mentre colpirne uno piccolo 2. Arrivati a questo punto, le possibilità matematiche di vincere 1 o 2 dollari nei due esperimenti erano identiche e le centinaia di prove hanno dimostrato che le persone abusano della probabilità nonostante i numeri indichino quale sia la strada più logica. La pratica da sola non è sufficiente a far prendere le decisioni più sensate e il dato fondamentale che emerge dalla ricerca è che l’essere umano produce valutazioni distorte delle probabilità nonostante l’esperienza e nonostante la consapevolezza.

 

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