Pile in grafene per ricaricare gli smartphone. Merito dei ricercatori dell’IIT

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La batteria del vostro smartphone si scarica troppo velocemente? Nessun problema, arriveranno in vostro soccorso le nuove pile in grafene – un ottimo conduttore, flessibile e in grado anche di immagazzinare idrogeno. Ancora in fase sperimentale, l’invenzione del dipartimento genovese dell’Istituto italiano di tecnologia sfrutta le particolari caratteristiche di questo materiale del futuro, ottenuto in laboratorio dalla grafite e costituito da uno strato monoatomico di atomi di carbonio. Il risultato sono batterie che si ricaricano in meno tempo, ma che presentano una durata di circa il 25% in più rispetto a quelle normali.

Ma gli Italiani non sono certo i primi a dedicarsi allo studio di questo materiale. Infatti, dagli esperimenti che nel 2010 hanno valso il premio Nobel ai due fisici Andre Geim e Konstantin Novoselov, la ricerca sul grafene non si è interrotta, ma ha aumentato la sua portata un po’ in tutto il mondo. Negli Usa, per esempio, già dal 2012 la California Lithium Battery ha annunciato che avrebbe sostituito nelle batterie al litio l’anodo in grafite con uno in grafene, decisamente più efficiente.

Ma anche l’Unione europea ha prestato attenzione a questi studi, includendo il progetto Graphene (vi collabora anche l’Istituto Italiano di Tecnologia) tra i Fet Flagships, i progetti sostenuti dalla Commissione Europea con un finanziamento di un miliardo di euro distribuito in dieci anni.

Fonte: wired

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