E-Waste Lab: dal riciclo dei vecchi cellulari potrebbero arrivare 195 milioni di euro

L’Italia, seconda nazione manifatturiera del continente, utilizza una quantità impressionante di materie prime che servono per far funzionare le proprie industrie, principalmente metalli e minerali, quasi tutti importati dall’estero. Per questo motivo il riciclo svolge un ruolo molto importante per il rispetto dell’ambiente in cui viviamo.

Per questo motivo, nel 2011 ReMedia ha portato il tema all’attenzione dell’Italia nell’ambito dell’evento Hi-tech & Ambiente – Materie prime: risorse strategiche per un’economia dell’efficienza» dove l’economista e Premio Nobel per la pace Woodrow Clark ha presentato il Manifesto del riciclo, di cui è stato primo firmatario. Il Manifesto è una dichiarazione di impegno per migliorare e aumentare il riciclo dei RAEE rivolto a tutta la filiera. ReMedia, per prima ha sposato le parole del Manifesto con un progetto concreto avviato nel 2012: E-Waste Lab.
Ebbene, secondo gli studi recenti, si è visto come nel nostro Belpaese vengano acquistato almeno 35 milioni di cellulari all’anno, circa 1 ogni 2 abitanti. Ma che fione fanno i vecchi cellulari una volta sostituiti? Si sa. Distaccarsi non è semplice e solitamente vengono riposti nei cassetti, facendo aumentare notevolmente la quantità di dispositivi cellulari in possesso per ogni abitante. Molto spesso sono presenti vecchi contatti o vecchie foto e, invece di razionalizzare i nuovi dispositivi importando i vecchi dati, si conservano entrambi i dispositivi, generando praticamente un rifiuto. I cellulari di fascia media contengono rame, ferro, e piccolissime ma non per questo meno dannose percentuali di argento, oro ed altri elementi preziosi, per non parlare poi delle batterie agli ioni di litio.

Ben pochi sanno però che se si recuperassero tali rifiuti pericolosi (raccolti nel raggruppamento R4 dei cosiddetti Raee – Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) il nostro Paese avrebbe un beneficio pari a circa 195 milioni di euro.

Dai dati risulta infatti che ben il 96% dei componenti di un cellulare potrebbe essere recuperato. Riciclare significa dunque risparmiare sulla produzione di un nuovo dispositivo, sia in termini di emissioni in atmosfera (evitando 0,211 kg di CO2) che in termini di energia spesa (risparmio di 1 kWh).

Nei negozi di elettrodomestici è già presente l’iniziativa “uno contro zero”, dove è possibile riciclare il proprio cellulare anche senza l’obbligo di acquistarne uno nuovo.

Qui sono riportate tutte le informazioni per aiutare l’ambiente con la presentazione del progetto.

http://www.consorzioremedia.it/

E-Waste Lab promosso da ReMedia ha l’obiettivo di massimizzare il valore del riciclo dei RAEE e orientare gli investimenti dei soggetti della filiera verso un maggiore efficacia e integrazione lungo la filiera stessa.

Ad una prima fase di analisi dello scenario e delle opportunità economiche e ambientali, fa seguito un’attività complementare volta a individuare progetti pilota e a realizzare studi di fattibilità economica per le attività di raccolta, trasporto, riciclo e recupero dei materiali preziosi dai rifiuti elettronici, con un orientamento all’innovazione organizzativa e di processo.

Il Laboratorio è stato creato attraverso un partenariato multidisciplinare che vede coinvolti: il Consorzio ReMedia, il Politecnico di Milano (Dipartimenti di: Ingegneria Gestionale (DIG), Chimica Materiali e Ingegneria Chimica (CMIC), di Elettronica e Informazione (DEI), la Regione Lombardia, Amsa, Stena Spa e Assolombarda.

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