29 aprile 2014: eclissi anulare di Sole, ecco dove sarà visibile

Un’eclissi anulare di Sole sta per interessare l’Antartide. Un luogo gelido e remoto che non consentirà a molte persone di assistere al fenomeno celeste, considerato tra l’altro di second’ordine rispetto ad un’eclissi totale. La visione dal continente più freddo della Terra avverrà, tra le altre cose, ad un’altezza sull’orizzonte non troppo elevata, favorendo il disinteresse della comunità scientifica, che intende risparmiare tempo e denaro per altre osservazioni. Oltre ad un costo non indifferente per raggiungere il luogo, le condizioni meteorologiche spesso presenti sul continente antartico, caratterizzato da venti impetuosi e temperature estremamente basse, metterebbero a rischio la visione in diretta streaming. Ma l’eclissi sarà visibile, anche se in forma parziale, dall’Oceania e da parte dell’Indonesia. Sarà in particolare la Tasmania la regione più favorita; Da Hobart, la capitale, l’eclissi comincerà alle 7:51 (ora italiana), raggiungendo il clou alle 9:00. Procedendo verso nord la visibilità sarà sempre meno favorevole. A Sidney la Luna coprirà il 52% del disco solare, che tramonterà solo due minuti più tardi. Il fenomeno sarà visibile sino al termine sull’Australia occidentale. A Perth l’eclissi comincerà alle 7:17, raggiungerà il culmine alle 8:42 (con il 59% del disco solare oscurato) e terminerà alle 9:59 (ora italiana).
Eclissi penombrale di LunaUn’eclissi di Sole si verifica quando la Luna si interpone tra la Terra e la nostra stella. La Luna domattina sarà nella fase di novilunio, alla massima distanza dalla Terra lungo la sua orbita. Ciò determinerà una dimensione apparente nel cielo troppo piccola rispetto al disco apparente del Sole, che al momento dell’allineamento risulterà più grande. Il nostro satellite, pertanto, oscurerà soltanto la parte centrale del Sole lasciandone scoperti i bordi. Un fenomeno noto come “anello di fuoco“, che si limiterà a qualche migliaio di chilometri sul continente antartico. Il Sole non dev’essere MAI osservato ad occhio nudo senza l’ausilio di protezioni. Nè tantonemo attraverso strumenti non dotati di filtri. La visione della nostra stella senza le opportune precauzioni può provocare gravi lesioni oculari, sino alla perdita totale della vista. Il pericolo non proviene dalle eclissi, ma dal desiderio delle persone di osservarle, di superare il riflesso naturale che ci costringe a distogliere lo sguardo dalla nostra stella. Il modo più sicuro che visualizzare l’evento è quello di proiettare la sua immagine; ciò può essere fatto con l’aiuto di un cartoncino o con una fotocamera a foro stenopeico. In assenza di tale strumento è consigliabile un vetrino da saldatore, facilmente acquistabile dagli appositi rivenditori. Nel caso in cui si volesse utilizzare un telescopio o un binocolo, è bene anteporre dinanzi all’obiettivo un filtro in Mylar. Da evitare i filtri in dotazione ai piccoli telescopi da avvitare agli oculari. Tali filtri, infatti, raccolgono la luce già concentrata dagli specchi primari, rischiando di rompersi e di danneggiare la retina del nostro occhio.

Credit: B. Art Braafhart (National Geographic)

Credit: B. Art Braafhart (National Geographic)

Fonte: meteoweb.eu

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