15 aprile 1452 – 15 aprile 2014: dopo 562 anni il Genio di Leonardo Da Vinci è sempre più affascinante

Il 15 aprile 1452, nasceva Leonardo da Vinci. Ma se foste convinti che in realtà Leonardo venisse dal futuro, sareste giustificati. L’artista e scienziato toscano è probabilmente la persona più geniale mai esistita sulla Terra: in ogni campo in cui si è cimentato, dalla pittura alla scienza, dall’anatomia all’architettura, era anni se non secoli avanti ai suoi coetanei. Nessun altra figura di genio, che sia Einstein o Dante, può vantare una simile superiorità intellettuale in così tanti campi. Leonardo da Vinci sembra venire da altrove, comunicando pensieri e concetti che avrebbero richiesto secoli per diventare patrimonio dell’umanità. È nell’invenzione tecnologica che Leonardo sembra veramente una figura da romanzo steampunk. Molte delle sue idee non sarebbero state reinventate se non dopo secoli: come se vedesse dove saremmo dovuti andare, indicando sornione una strada. Per festeggiare i suoi 562 anni quindi ripercorriamo alcune delleinvenzioni più sorprendenti che Leonardo aveva architettato. E anche un paio che avrebbe potuto inventare, ma che non ha fatto, nonostante gli vengano attribuite (del resto si dice che anche il celeberrimo Uomo Vitruviano non sia opera sua). Ma forse non ha fatto in tempo solo perchè, come tanti di noi, Leonardo era ancheun folle procrastinatore.

L’automobile

Forse automobile è un po’ troppo -si trattava più di un trabiccolo a molla concepito non per il trasporto di persone ma come trucco scenico teatrale. Certo è che nel Rinascimento il concetto di un veicolo che si muovesse autonomamente, anche se per brevi tratti, era assolutamente fantascientifico. Eppure eccola qua, come descritta nel Codice Atlantico (folio 812r) nel 1478. Il suo percorso era programmabile, e funzionava grazie a due grandi molle a spirale, con vari ingranaggi di regolazione dello sterzo e di frenatura. Solo nel 2004 però è stato costruito un modello funzionante dall’Istituto di Storia della Scienza di Firenze e dalgruppo di ricerca Leonardo3 di Milano.

L’elicottero

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foto: Getty images

 

 


È probabilmente la sua invenzione più famosa e sorprendente -poco importa che non possa funzionare. Leonardo da Vinci ha concepito numerosissime macchine volanti, ma la vite aerea di Leonardo del 1489 (Manoscritto B, f. 83v), sembra allo stesso tempo ovvia e onirica. Lo scopo di Leonardo era di dimostrare che l’aria era un fluido: se così fosse, allora avrebbe potuto letteralmente avvitarsi nell’aria, sollevandosi. Questo non è altro che il concetto della moderna elica. La macchina sarebbe stataazionata a mano da quattro uomini: purtroppo in realtà è troppo pesante per potersi sollevare in questo modo. Solo nel 2013 un elicottero a propulsione umana è riuscito a volare.

Il paracadute

 

foto: Getty Images
foto: Getty Images

 

In caso succedesse qualcosa a bordo di una vite aerea, meglio prendere delle precauzioni. Nel Codice Atlantico (f. 1058v) si trova un buffo disegnino di un omino appeso precariamente a un aggeggio a forma piramidale. Leonardo commenta che con questo dispositivo, chiunque avrebbe potuto saltare da qualsiasi altezza senza farsi male. E aveva ragione: quando è stato testato nel 2000, il paracadute di Leonardo è stato un successo totale, con una discesa ancora più morbida e stabile di quella di un paracadute moderno. L’unico problema è che il suo peso sarebbe stato pericoloso all’atterraggio.

Il robot

Un cavaliere in armatura germanica, interamente meccanico: se gli androidi sognano pecore elettriche, Leonardo da Vinci sognava gli androidi, descritti in varie pagine del Codice Atlantico. Riscoperto nel 1957, l’automa è stato costruito solo nel 2002dall’esperto di robotica della NASA Mark Rosheim. Ancora più impressionante però è il leone meccanico, costruito a Firenze nel 1515 e inviato a Lione  per accogliere il re di Francia Francesco I. Secondo le cronache, il leone era perfettamente in grado di camminare, come dimostrato dalla sua ricostruzione.

La muta da immersione.

Uomini rana nel 1490: perchè no? Sempre nel Codice Atlantico (f.909) viene descritto uno scafandro completo per le immersioni, dotato di giacca, pantaloni e maschera con occhiali. L’aria sarebbe arrivata da una campana aperta alla superficie, tramite tubi rinforzati con anelli metallici per resistere alla pressione dell’acqua; oppure mantenuta in “bombole” di cuoio. Una tecnologia che poteva avere risvolti militari, per sabotare flotte nemiche; o civili, per la manutenzione navale. Leonardo era un uomo pratico: tra tutti gli accessori c’era anche un contenitore per le urine, sì da permettere le operazioni anche per lunghi periodi, un po’ come per gli astronauti. Leonardo da Vinci progettò anche macchine sommergibili, le quali però non voleva divulgare, perchè ne temeva il potenziale militare: “E questo non pubblico o divolgo per le male nature delli omini, li quali userbono le assassinamenti nel fondo de’ mari col rompere i navili in fondo e sommergeli insieme colli omini che vi son dentro”.

Il carroarmato

foto: Getty Images

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Eppure il pacifista Leonardo sapeva anche inventare terrificantimacchine da guerra, come un carroarmato meccanico dotato di cannoni su tutti i lati, capace di muoversi e sparare in ogni direzione. Otto uomini all’interno avrebbero manovrato il carro, muovendolo a forza di braccia (a Leonardo venne in mente anche di usare dei cavalli, ma scartò l’idea temendo che impazzissero all’interno del marchingegno). Curiosamente per la precisa e geniale mente del toscano, il progetto originale ha un difetto per cui le ruote si sarebbero mosse in direzioni opposte, e quindi il carroarmato non sarebbe andato da nessuna parte.

 

La bicicletta? Probabilmente un falso

 

foto: Pryordodge.com

foto: Pryordodge.com

La bicicletta di Leonardo è famosa come o più della vite aerea. Più di quella, il design è semplice e irresistibilmente moderno: i pedali, il manubrio, il sellino, le proporzioni sembrano fotografate dal presente. Forse troppo. Infatti secondo alcuni si trattaprobabilmente di un falso. Il disegno era comunque attribuito non a Leonardo in persona ma a un allievo, Gian Giacomo Capriotti, che l’avrebbe schizzata nel 1493, possibilmente ricopiandola da un disegno del maestro oggi perduto. Ma nella descrizione originale del foglio del Codice Atlantico (f.132v) si trovano solo due disegni geometrici di due cerchi. Il resto del disegno sembra aggiunto a matita di grafite -che non era conosciuta prima della morte di Leonardo.

La calcolatrice?

 

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foto: History-computer.com

Il folio 36v del Codice Madrid riporta il progetto di un curioso insieme di ingranaggi, costituito da numerose rotelle simili tra loro. La descrizione, come spesso accade, è assai criptica, e quindi non è chiaro a cosa servisse davvero. Secondo una ricostruzione degli anni ’60 opera dell’ingegnere Roberto A. Guatelli, che lavorava per l’IBM allo scopo di creare repliche dei macchinari leonardeschi, si sarebbe trattato di una primitiva calcolatrice meccanica, inventata quasi 150 anni prima della “pascalina” di Blaise Pascal. Non apppena la replica venne esposta però, venne immediatamente attaccata. La macchina originale non avrebbe mai potuto funzionare, perchè l’attrito, con i materiali dell’epoca, sarebbe stato eccessivo. Inoltre Guatelli si prese alcune libertà di troppo nell’interpretare il marchingegno, che probabilmente era solo un ingranaggio moltiplicatore. Non esiste nessun modo per immettere un input nella macchina, nè ci sono numeri sulle rotelle nel manoscritto: se è una calcolatrice è piuttosto incompleta. Tuttavia, se questo oggetto è facilmente convertibilein una calcolatrice, dimostra che Leonardo Da Vinci è stato dannatamente vicino a inventare la prima macchina capace di calcolare. Forse troppo anche per lui.

 Fonte: wired

 

 

 

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