Ricerca: Paraplegici muovono gambe grazie a stimolazioni elettriche (video)

Lesione al midollo spinale. Una diagnosi che pesa come una sentenza. Perché il midollo spinale è l’unica via di comunicazionetra cervello e periferia del corpo: una volta danneggiato, è impossibile per i segnali nervosi raggiungere gli arti. Il risultato è una paralisi più o meno completa a seconda dell’altezza del danno. Sebbene a oggi non ci siano terapie per riportare in vita gli arti paralizzati, un lavoro pubblicato su Brain dai ricercatori delKentucky Spinal Cord Injury Research Center della University of Louisville, guidati da Claudia Angeli, dà oggi nuove speranze ai tanti paraplegici costretti sulla sedia a rotelle: gli scienziati, applicando impulsi elettrici al midollo spinale danneggiato di quattro pazienti paralizzati dal torace in giù, sono riusciti arisvegliare le loro gambe. Anche se non riescono (ancora) a camminare, gli uomini sono in grado di muovere arti inferiori e dita dei piedi e addirittura sollevare fino a cento chili con le sole gambe. Un risultato praticamente impensabile prima d’ora: “Il nostro risultato è una pietra miliare”, commenta Angeli a New Scientist. “Non si era mai ottenuto niente del genere, e non c’erano speranze per i pazienti colpiti da questi danni. Per loro è un passo avanti enorme”.

Il dispositivo, costituito da un array di elettrodi, è impiantato vicino al punto del danno, nella regione lombosacrale del midollo spinale, che costituisce il più importante hub di comunicazione tra cervello e arti inferiori. Nonostante siano danneggiati, racconta Angeli, il midollo spinale e le connessioni nervose associate mantengono un’alta capacità di continuare a inviare e ricevere messaggi. Si tratta del cosiddetto potenziale a riposo, un’attività elettrica di base che nelle persone sane serve a tenere sveglio il midollo anche in assenza di stimoli. E che, per mancanza di utilizzo, diminuisce nelle persone paralizzate: la stimolazione elettrica assicura che rimanga attivo. Quando questo impulso elettrico di background viene ripristinato artificialmente, il midollo è di nuovo in grado di registrare l’“intenzione” del cervello di muoversi e convertirla in stimoli ai motoneuroni. Un meccanismo che, stando ai progressi dei pazienti – uno di loro è addirittura in grado di mantenersi in piedi autonomamente – sembra funzionare.

Il dispositivo, comunque, ha ancora qualche limitazione. Al momento è possibile controllare solo un arto per volta: i ricercatori hanno intenzione di aumentare il numero di elettrodi – dagli attuali 16 a 27 – per far sì che sia possibile inviare simultaneamente gli stimoli relativi a gamba destra e sinistra. Ma la strada sembra proprio quella giusta.

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Fonte: wired

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