La tecnologia italiana detta il futuro delle foreste

DSC_5950Si chiama SLOPE (in italiano “pendio”) il progetto europeo finanziato nell’ambito del Settimo Programma Quadro con un budget complessivo di oltre 5 milioni di euro e promosso dall’Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie arboree del Cnr di San Michele all’Adige con il coordinamento della Fondazione Graphitech di Trento, specializzata in geo-informatica. Lo studio coinvolge partner europei e due aziende italiane, la Greifenberg Teleferiche e Flyby Srl. “L’acronimo SLOPE non è scelto a caso – afferma Gianni Picchi, responsabile scientifico del progetto per Ivalsa –. Se infatti nei paesi nordici, grazie alle condizioni pianeggianti, il lavoro in bosco è già totalmente meccanizzato, con conseguente riduzione dei costi di produzione del legname e garanzia di sicurezza, lo stesso non si può dire per le zone montane, dove i terreni pendenti non facilitano l’utilizzo degli stessi macchinari. E questo significa che il nostro legname, prodotto con sistemi più costosi, rimane spesso fuori mercato, pur essendo qualitativamente migliore”. Per colmare questo gap, ovvero per rendere davvero competitivo il legname alpino rispetto al materiale prodotto in paesi con foreste di pianura, è nato il progetto SLOPE (Integrated proceSsing and controL systems fOr sustainable forest Production in mountain arEas). “Slope – continua Picchi ¬¬– svilupperà sistemi e macchinari innovativi per la gestione del bosco, la pianificazione e l’esecuzione dei lavori forestali”.
Tutto inizia con la generazione di un modello 3D della foresta grazie all’integrazione di riprese aeree (rilevate da satelliti e droni) e immagini “da terra” a opera di un laser-scanner. “Il modello è così dettagliato – spiega il ricercatore – da permettere agli operatori di muoversi nel bosco virtuale e stimare il valore commerciale di ogni singolo albero. Le piante scelte sulla base del modello vengono quindi marcate con un’etichetta elettronica, abbattute e infine estratte utilizzando una teleferica forestale intelligente, capace di identificare il carico e lavorare in modo del tutto automatico. Operando sospesa da terra questa teleferica consentirà di non danneggiare né le piante che rimangono né il suolo, assicurando la massima sostenibilità ambientale”. L’automatizzazione del processo continua in fase di scarico, dove un’altra macchina sfrutterà innovativi sensori per valutare pezzo per pezzo la qualità del legname, assegnando ogni tronco a una specifica classe commerciale, così da evitare molto lavoro di assortimentazione sia in bosco sia in segheria. “È appunto questa la vera innovazione del progetto ¬– continua Picchi –: la possibilità di assortimentare il legname già in foresta, infatti, consente di valorizzare la produzione di qualità in montagna, restando allo stesso tempo competitivi sul mercato”.
La corretta gestione delle informazioni raccolte e inviate in tempo reale a un server centrale garantirà il controllo di ogni singolo elemento del processo. “In ogni momento – conclude il ricercatore – sarà possibile conoscere quanto e che tipo di materiale si trova all’imposto, la produttività del cantiere e molti altri parametri utili a ottimizzare tutte le operazioni ma anche, per esempio, a effettuare una compravendita online del materiale. Inoltre, grazie alla marcatura di ogni singolo tronco, sarà possibile identificare addirittura l’albero di origine, nel segno di una corretta gestione e protezione dei nostri boschi”.
Nel consorzio del progetto anche l’Università di Vienna, l’ITENE di Valencia, Kesla OYJ e MHG Systems OY (Finlandia), Treemetrics e Coastway (Irlanda).

Sito del progetto: www.slopeproject.eu

Cosa: progetto SLOPE, innovazione tecnologica nel bosco
Chi: Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree (Ivalsa) del Cnr di San Michele all’Adige (Trento)

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