Energia piezoelettrica per ricaricare i pacemaker

Ricaricare il pacemaker con i movimenti del cuore grazie all’effetto piezoelettrico: è la geniale intuizione dei ricercatori dell’università dell’Illinois capeggiati da John Rogers. Il loro studio, pubblicato su PNAS,si basa su dei nanonastri realizzati con zirconato titanato. Questo materiale ha la peculiarità di essere un materiale piezoelettrico, di generare cioè elettricità se soggetto ad una deformazione meccanica. Collegandolo ad una batteria e impiantato sul cuore può generare ben 0,2 microwatt per centimentro quadrato di materiale, potenza sufficiente per ricaricare oggetti a bassi consumi di energia come i pacemaker. In questo modo si srutterebbero i movimenti generati dal respiro o dal battito del cuore stesso che trasmetterebbero il loro movimento generando energia piezoelettrica.
Questo tipo di materiale speciale si adatta a fore irregolari grazie alla base flessibile in silicone. In questo modo può essere trapiantato anche su cuore, polmone e sui diaframmi degli animali.
Ecco alcuni esempi di effetto piezoelettrico
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2 comments for “Energia piezoelettrica per ricaricare i pacemaker

  1. 2017-12-04 at 12:45

    La piezoelettricita\’ è causata da un accumulo di carica che sviluppa una corrente elettrica, che viene causata dallo stress di torsione o pressione meccanica ad un sistema ordinato come un cristallo ovvero come le membrane biologiche di dimensioni nanometriche, le proteine elicoidali (tubuline), il DNA , i virus ecc.. , ed anche i tessuti connettivi quali il collagene e la elastina. Viceversa applicando un campo elettrico ai cristalli o semicristalli biologici si ottiene u loro movimento controllato dal potenziale elettrico applicato. Paolo Manzelli

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