.EXNOVO TECNOLOGIA E CREATIVITA’: L’IMPOSSIBILE

.exnovo è l’innovativo marchio trentino pioniere nella realizzazione di prodotti di alto design – illuminazione, complementi d’arredo e accessori – attraverso il Professional 3D Printing. Grazie alla propria tecnica di produzione aziendale, oggi il brand si fa portavoce in Italia della cosiddetta “3a Rivoluzione Industriale”, un concetto ad oggi poco conosciuto a livello nazionale e che rappresenta ancora un’innovazione esclusiva in termini di modello integrato progettuale e produttivo.

Sono molti i concetti che ci permettono di parlare di “rivoluzione”, primo fra tutti forse quello di “illimitata creatività”. Il modello progettuale-produttivo che origina dal 3D Printing (modello additivo) ha la potenzialità e la necessità di marcare una distinzione netta nei confronti delle tecnologie tradizionali (modello sottrattivo). La sinergia tra creatività e tecnologia è in grado di produrre risultati altrimenti impensabili utilizzando le tecnologie tradizionali, sia in termini di complessità dei manufatti che sul piano economico: è il valore che oggi risalta maggiormente, anche ad un occhio profano.

Tra i molti fattori da considerare e da cui non si può prescindere, troviamo la varietà di materiali utilizzabili. Oggi la tecnologia del 3D Printing offre un ventaglio di soluzioni, in termini di materiali, relativamente ampio: materie plastiche – resine a base epossidica, termoplastici che coprono una fascia discretamente rappresentativa dal polipropilene, ABS e poliammide, fino a qualche tecnopolimero come il Peek – metalli – bronzo, alluminio, titanio – e altri materiali utilizzati solo per applicazioni industriali. E di anno in anno la gamma si amplia parallelamente all’incremento di qualità che le diverse tecnologie raggiungono.

In realtà va detto che la differenza tra modello additivo e sottrattivo è in buona misura indipendente dal materiale utilizzato, sia esso plastica, metallo o sabbia. Il punto è che la tecnologia additiva non distingue tra geometrie semplici e complesse, distinzione invece necessaria per il modello sottrattivo: di conseguenza la valorizzazione del modello additivo transita per le strutture più complicate, appunto “impossibili” per i modelli tradizionali.

La rivoluzione proposta dai Personal 3D Printers (le cosiddette desktop) si basa su alcuni dei materiali di uso più comune e prestazioni medio basse. Ma ogni cosa deve avere un inizio affidabile e prudente. Nel prossimo futuro vedremo un ampliamento delle potenzialità di questi sistemi – anche i termini di materiali – sostenuto dalla diffusione planetaria di questo modello e dall’accessibilità a tutti, resa possibile soprattutto attraverso la rete (portali web che fanno da locomotiva). Bisogna precisare, però, che se questo modello produttivo vuole essere competitivo nel lungo termine, anche per una micro impresa, non deve essere interpretato solo in termini di rapidità, versatilità, accessibilità, bensì anche in termini di competenze, professionalità, risorse: in una parola, capacità di fare impresa e quindi di fare business.

Per .exnovo, che da 25 anni opera con reputazione in questo microcosmo, è stato “naturale” traghettare questo approccio dall’area prettamente industriale al mondo della creatività e del design. Una distinzione è però d’obbligo: “l’impossibile” non è un imperativo categorico, ma soltanto un’ottima opzione per distinguere i due modelli: non può e non deve rappresentare il fine progettuale, ma soltanto uno strumento utile per integrare la bellezza formale con soluzioni che fino a ieri erano al massimo ipotesi ardite ed immaginarie.

Per ulteriori informazioni sul progetto .exnovo, consultare il sito

www.exnovo-italia.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *