PMI e grandi industrie italiane: manca un metodo nei processi di progettazione

Osservatori ICT & Management del Politecnico di Milano
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COMUNICATO STAMPA
Osservatorio GeCo – Gestione dei Processi Collaborativi di Progettazione

Per far fronte alla globalizzazione dei mercati e all’ascesa delle imprese nei paesi emergenti, le aziende italiane devono puntare su prodotti e innovazioni ad alto valore aggiunto.
Ma il processo di progettazione non è sempre efficiente: per il 94% dei tecnici sono troppe le modifiche chieste in corso d’opera su un progetto e l’86% i progettisti sono sovraccarichi di lavoro.


PMI e grandi industrie italiane: manca un metodo nei processi di progettazione

Anche se l’80% delle aziende monitora le prestazioni dei propri processi di progettazione, meno del 50% conosce i metodi standard di gestione dei progetti aziendali.
Per le aziende la prima priorità è l’introduzione di modifiche procedurali e organizzative mentre la seconda sono i piani di formazione.

 

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Milano, 16 aprile 2013 – Le aziende italiane sono consapevoli che una precisa definizione dei ruoli e delle responsabilità porta risultati più efficaci nella progettazione e nello sviluppo: l’80% delle aziende promuove già la gestione del lavoro attraverso team interfunzionali, secondo un approccio orientato alla Concurrent Engineering. Ma la comunicazione e la condivisione di informazioni tra le varie fasi di ricerca, progettazione e ingegneria resta per lo più verbale: il 30% della conoscenza risiede nelle persone e nella loro collaborazione; l’investimento in soluzioni ICT è refrattario e il 94% dei tecnici riscontra ancora rallentamenti nello sviluppo di un prodotti dovute alle continue richieste di modifica in corso d’opera.
È quanto emerge dalla fotografia scattata dall’Osservatorio Osservatorio GeCo – Gestione dei Processi Collaborativi di Progettazione – della School of Management del Politecnico di Milano.

I dati della ricerca, presentata a Milano presso il Campus Bovisa in occasione del Convegno “Competere con la conoscenza, innovare con metodo”, mostrano un buon livello di organizzazione nelle aziende italiane, ma non ancora pienamente efficiente nella condivisione delle informazioni e nella formazione stessa. Conseguono quindi, nella fase di ingegnerizzazione, continue rilavorazioni e, con esse, lo sforamento dei budget di tempo e di costo previsti.

La ricerca, che non intende avere fini statistici ma puramente esplorativi, ha preso in analisi un campione di 103 imprese, composto da 44 PMI e 59 grandi imprese, di 20 settori industriali diversi, riconducibili a 4 macro-settori. Meccanica, Componentistica e Impiantistica (44 aziende),  Elettrica ed Elettrodomestici (27 imprese), Elettronica e Telecomunicazioni (18 aziende), Altri settori come Chimica, Alimentare, Tessile e Moda (14 imprese). Oltre il 60% delle aziende operano per mercati Business to Business, lavorando – in oltre l’80% del casi – a commessa. Circa il 90% delle imprese opera sui mercati internazionali per una quota rilevante del proprio fatturato. Il mercato nazionale ha dimensioni rilevanti per circa il 40% delle imprese. Oltre il 70% delle imprese realizza prodotti e sistemi di elevata complessità, con centinaia o migliaia di componenti/parti, ricorrendo a più competenze tecnologiche (es. meccanica, elettronica, ecc.).

 


“Il campione di imprese dimostra una discreta maturità nell’esecuzione del processo di sviluppo del prodotto,” afferma Monica Rossi, Responsabile della Ricerca dell’Osservatorio GeCo. “l’80% dei casi monitora le prestazioni di proprio processi di progettazioni e il 70% punta a un miglioramento continuo; l’80% applica poi un approccio applicato alla Concurrent Engineering: pur mantenendo le fasi ricorrenti (dalla definizione dell’idea di prodotto, alla progettazione di massima, fino alla prototipazione e alla produzione in serie), ha reso parallelo lo sviluppo delle attività istituendo un’operatività con responsabilità collegiale. Questo permette a chi progetta di avere presenti tutte le fasi del ciclo di vita del prodotto.”

“Nell’applicazione pratica, vengono tuttavia ancora riscontrate molti casi in cui questo metodo non viene ancora applicato in modo efficiente,” aggiunge Sergio Terzi, Direttore del Comitato Operativo dell’Osservatorio GeCo.
“Il 50% delle imprese segnala infatti continue modifiche nel processo di sviluppo; e se il 60% dei casi ha presente quale sia il valore che il cliente si attende dall’azienda, il restante 40% ha un’idea vaga e così i progettisti operano soprattutto sulla base di esperienze pregresse.”

 


Questo stesso know-how basato sull’esperienza è riconosciuto come risorsa fondamentale; ma non sempre le aziende adottano una soluzione per conservarlo e renderlo utile a tutte le fasi della progettazione.
La cosiddetta “informatizzazione della conoscenza”, ovvero il ricorso a strumenti informativi di PLM (Product Lifecycle Management), che permettono di condividere le informazioni sul ciclo di vita del prodotto, agevolando la condivisione documentale per mostrare in modo semplice il flusso di progettazione, è adottato dal 62% delle aziende; il 67% utilizza poi sistemi per la gestione dei documenti tecnici e l’automazione dei flussi di attività; ma solo un azienda su due dispone anche di un sistema di CRM mente il 45% dispone di un sistema per la gestione della catena dei fornitori.

Solo il 26% delle aziende dimostra quindi un ottimo livello di maturità nella informatizzazione della conoscenza; il 51% dispone di piattaforma ICT per condividerla ma spesso i dati sono mantenuti in sistemi condivi non strutturati, come le cartelle di rete, invece che essere inseriti in un unico flusso operativo condiviso.

Permangono quindi alcune criticità nei processi di sviluppo. Nella classifica di quelle più frequenti, le continue richieste di modifica risultano prime con il 94% delle segnalazioni; il conseguente sovraccarico di lavoro per i progettisti costituisce la seconda criticità, segnalata dall’86% degli intervistati, e maggiore è il lavoro, maggiore è il costo del progetto: il frequente superamento del budget stimato si attesta così alla terza posizione, segnalato dall’83% dei casi.

 


Per risolvere questi problemi le aziende stanno pianificando dei progetti di miglioramento. In primis, si prevedono interventi procedurali, volti a migliorare l’organizzazione e la gestione del processo: il 64% delle aziende li ha già in corso, mentre il 39% li ha realizzati nel recente passato.
Seguono gli interventi volti a introdurre pratiche e metodologie standard, con il conseguente training, già avviati dal 57% delle aziende.
Vi è quindi l’interesse verso progetti PLM per migliorare lo scambio informativo della collaborazione, oltre che a introdurre migliori soluzioni di prototipazione virtuale. All’ultimo posto, ma di qualche importanza, vi sono anche progetti che prevedono l’esternalizzazione di alcuni fasi di progettazione.

Per le aziende che hanno già introdotto queste soluzioni, i risultati sono evidenti.
Il 71% ha riscontrato una riduzione dei tempi di sviluppo, mentre il 53% una riduzione dei costi; il 57 ha poi ottenuto un miglioramento della gestazione delle attività di progettazione, mentre il 56% un miglioramento della qualità della progettazione.

“L’analisi ha indagato i rispettivi processi di progettazione e ha trovato un mondo variegato, composto da molteplici soluzioni, anche se con alcuni fattori comuni” afferma Monica Rossi.
“Prima di tutto, l’elevata attenzione delle imprese alla concurrency dei propri processi, da intendersi sia come parallelizzazione della attività, che come collaborazione intra-funzionale (e spesso intra-aziendale). Segue – anche se a un livello inferiore – la predisposizione per metodi e procedure standard di lavoro, tramite cui semplificare e linearizzare i processi di sviluppo e progettazione. Infine, anche il ricorso agli strumenti informatici, sia per le attività di modellazione che di scambio dati, risulta consistente e di rilevante impatto”.
“In questo,” commenta Sergio Terzi, “le PMI rivelano una maturità mediamente rapportabile alle grandi imprese, che sono protagoniste di una competizione globale che sempre più si gioca sulla capacità di generare innovazione e di metterla in pratica in tempi rapidi, cioè di progettare in modo più efficiente e più efficace: un’arte di origine italiana.”

  • La Ricerca dell’Osservatorio GeCo è stata realizzata in collaborazione con JMAC Europe, PRC e Siemens e con il supporto di: EnginSoft, Holonix, PLM Systems. Partner scientifici: Università degli studi di Bergamo, Università degli Studi di Firenze, Università Politecnica delle Marche, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, Univesità del Salento, Community Inf-Os, Progetto LeanPPD, Progetto Linked Design.

Ufficio stampa School of Management del Politecnico di Milano
Barbara Balabio

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La School of Management del Politecnico di Milano, con oltre 240 docenti, e circa 80 fra dottorandi e collaboratori alla ricerca, dal 2003 accoglie le attività di ricerca, formazione e alta consulenza, nei campi management, economia e industrial engineering. Fanno parte della Scuola il Dipartimento di Ingegneria Gestionale, le Lauree e il PhD Program di Ingegneria Gestionale e il MIP, la business school del Politecnico di Milano. Nel 2007 ha ricevuto l’accreditamento EQUIS e dal 2009 è nella classifica del Financial Times delle migliori Business School d’Europa.

Gli Osservatori ICT & Management del Politecnico di Milano (www.osservatori.net), che si avvalgono della collaborazione dell’Ict Institute del Politecnico di Milano, vogliono offrire una fotografia accurata e continuamente aggiornata sugli impatti che le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) hanno in Italia su imprese, pubbliche amministrazioni, filiere e mercati. Gli Osservatori sono ormai molteplici e affrontano in particolare tutte le tematiche più innovative: Agenda Digitale, B2b – eProcurement e eSupply Chain, Business Intelligence, Canale ICT, Cloud & ICT as a Service, eCommerce B2c, eGovernment, Enterprise 2.0, eProcurement nella PA, Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione, Gestione dei Processi Collaborativi di Progettazione, Gestione Strategica dell’ICT, Gioco Online, HR Innovation Practice, ICT & Business Innovation nel Fashion-Retail, ICT & Commercialisti, ICT & PMI, ICT Accessibile e Disabilità, ICT in Sanità, ICT nel Real Estate, ICT nelle Utility, ICT Strategic Sourcing, Information Security Management, Intelligent Transportation Systems, Internet of Things, Intranet Banche, Mobile & Wireless Business, Mobile Banking, Mobile Internet, Content & Apps, Mobile Marketing & Service, Multicanalità, New Media & New Inetrnet, New Slot & VLT, New Tablet & Business Application, NFC & Mobile Payment, RFId, Smart Working, Startup Digitali, Unified Communication & Collaboration.

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