I rifiuti elettronici diventano “opeRAEE”. Mostra delle opere del progetto RAEE in Carcere

Inaugurata nella sede della Regione a Bologna l’esposizione organizzata dal progetto interprovinciale RAEE in Carcere, con il patrocinio di Regione e Ministero della Giustizia e il supporto di consorzio Ecolight e Gruppo Hera. Aperta dall’8 al 22 aprile

I rifiuti elettronici diventano oggetti d’arredo, installazioni e monili. È stata inaugurata oggi, lunedì 8 aprile, nella sede della Regione Emilia Romagna a Bologna, la mostra “opeRAEE, esercizi artistici di recupero degli apparecchi elettrici ed elettronici”, realizzata dal progetto interprovinciale RAEE in Carcere con il patrocinio della Regione Emilia Romagna e del Ministero della Giustizia, i contributi del consorzio Ecolight e di Hera Spa e con la collaborazione dell’associazione Recuperiamoci. L’esposizione testimonia non solamente l’attività dei laboratori RAEE in Carcere di Bologna e Forlì, ma anche la creatività sviluppata dai detenuti parallelamente ai processi di trattamento dei rifiuti elettronici.

Lavatrici, cellulari, asciugacapelli e computer hanno trovato nuova vita nella mostra: le loro componenti sono state smontate e riassemblate dando origine a giostre, lampade, oggetti di design e gioielli. «Questi oggetti rappresentano un altro elemento di valore del progetto RAEE in Carcere. Accanto alle finalità sociale ed ambientale si pone un certo valore artistico», osserva Pietro Buffa, provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria dell’Emilia Romagna. «Iniziative come queste non solo valorizzano i progetti di inclusione sociale, ma portano a rafforzare il legame tra la struttura carceraria e la città. Individuare soluzioni e percorsi efficaci per promuovere e incrementare l’inclusione sociale e lavorativa delle persone detenute ed in misura alternativa previene il rischio di reiterazione del reato».

 


Gli oggetti esposti, hanno una loro storia e raccontano le storie delle persone detenute che li hanno realizzati. «Alla base delle opere c’è il concetto che ogni rifiuto può avere una nuova vita e trasformarsi in opera d’arte che tutti possono apprezzare e ammirare, così come può nascere un nuovo uomo da una vita ai limiti», affermano Manuela Raganini, presidente della cooperativa sociale Gulliver di Forlì, e Daniele Steccanella, responsabile laboratorio RAEE della cooperativa sociale It2 di Bologna, che hanno curato l’allestimento della mostra. «Lo stimolo al visitatore, attraverso la bellezza delle opere esposte, è quello di imparare a concedere una seconda possibilità come presupposto essenziale di rinascita». Del resto, il progetto RAEE in Carcere si muove proprio nell’ottica di essere un’occasione di reinserimento sociale per persone svantaggiate. Ricorda Lia Benvenuti, direttore generale di Techne che ha coordinato l’iniziativa: «Il progetto ha rappresentato un’opportunità di studio e riflessione sull’uso dei materiali, sul recupero creativo di oggetti dimenticati e apparentemente privi di vita, sull’attività creativa dell’artista che dà forma alla materia, ma anche sulla condizione del detenuto e sulla libertà che sfida l’uomo. Si tratta di riflessioni che hanno fatto incontrare giovani artisti e detenuti, dando vita ad opere d’arte create con i materiali recuperati da RAEE». L’attività artistica è diventata pare di un processo di reinserimento sociale. Come sottolinea Paolo Massenzi, presidente dell’associazione Recuperiamoci: «Dare una nuova vita ai rifiuti recuperandoli ad oggetti utili come mobili e lampade di ecodesign ha creato i presupposti per la nascita di un percorso trasversale tra imprese, realtà attive nel recupero umano e nell’inserimento sociale e lavorativo».

Nell’ottica di valorizzare i rifiuti attraverso l’arte, Ecolight ha promosso il portale wwww.museodelriciclo.it. «Come consorzio che gestisce i RAEE a livello nazionale crediamo nelle azioni di valore che derivano dal trattamento dei rifiuti. E crediamo che il riciclo possa essere considerato una buona pratica e, come tale, una forma d’arte e di rispetto per il nostro ambiente», dice Giancarlo Dezio, direttore generale di Ecolight. Il progetto RAEE in Carcere ha una doppia valenza: ambientale e sociale. Prosegue Dezio: «Trattare correttamente i rifiuti elettronici permette di recuperare importanti quantitativi di materie prime seconde, facendo bene all’ambiente. Se questa attività consente anche di offrire un’opportunità di reinserimento lavorativo a persone svantaggiate, si ha un beneficio anche sociale». Aggiunge Tiziano Mazzoni, direttore Servizi ambientali Hera Spa: «Il progetto RAEE in Carcere testimonia l’impegno di Hera, oltre che sul versante del recupero e riciclo delle materie prime, anche nel sociale, nei confronti di chi è in sofferenza. Ridare nuova vita a qualcosa che qualcuno ha buttato è certamente la dimostrazione che tutto, e tutti, hanno diritto a una seconda occasione. Nel trattare i rifiuti Hera lo fa ogni giorno ed ora siamo contenti di fornire una opportunità anche a chi vive in carcere».

 


Conclude Flavio Venturi, direttore dell’ente di formazione Cefal Emilia Romagna: «Connubio perfetto tra formazione-lavoro-impresa, il progetto RAEE in Carcere concretizza ciò che il Cefal progetta e realizza nell’ambito della Casa Circondariale di Bologna. I nostri corsi, più di mille ore di formazione solo nel 2012, sono finalizzati ad un reale inserimento nel mondo del lavoro delle persone detenute perché rispondono ad una domanda professionale di cui il mercato è carente. Nel lavoro vediamo un potente strumento di inserimento sociale di persone che altrimenti non avrebbero una seconda chance».

La mostra rimane allestita fino a lunedì 22 aprile con apertura dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 17. L’ingresso è libero.

Il progetto RAEE in Carcere nasce nel 2005 dalla collaborazione di Hera con i consorzi Ecolight, Ecodom, le cooperative sociali It2, Gulliver e Il Germoglio e le direzioni delle carceri di Bologna, Forlì e Ferrara con l’obiettivo di promuovere l’inclusione sociale e lavorativa di detenuti o reduci dal carcere, inserendoli in un processo industriale nel settore del recupero dei RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) gettando le basi per il reinserimento nella vita lavorativa e nella legalità. www.raeeincarcere.org

Ecolight – Costituito nel 2004, è uno dei maggiori sistemi collettivi per la gestione dei Raee, delle Pile e degli Accumulatori. Il consorzio Ecolight, che raccoglie oltre 1.500 aziende, è il secondo a livello nazionale per quantità di immesso e il primo per numero di consorziati. È stato inoltre il primo sistema collettivo in Italia ad avere le certificazioni di qualità ISO 9001 e ISO 14001. È punto di riferimento per la grande distribuzione (Gdo) e tratta tutte le tipologie di Raee. www.ecolight.it.

Ufficio Stampa Ecolight: Eo Ipso

Info: Marco Parotti –  mparotti@eoipso.it

RAEE in Carcere

Progetto interprovinciale per l’inclusione socio-lavorativa di persone svantaggiate

Bologna – Forlì – Ferrara

Il progetto RAEE in Carcere nasce nel 2005 con l’intento di promuovere l’inclusione socio-lavorativa di persone svantaggiate in esecuzione penale o reduci dal carcere.

Obiettivi:

1. creare una solida opportunità di lavoro e favorire il reinserimento nella vita sociale e nella legalità, una volta scontata la pena;

2. contribuire allo sviluppo sostenibile favorendo la riduzione dell’impatto dei Rifiuti AEE, il loro riciclo e le altre forme di recupero, il raggiungimento degli obiettivi delle normative nazionale e comunitaria in materia di rifiuti verso una “società del riciclaggio”;

3. promuovere il coinvolgimento attivo dell’economia sociale in alleanza con il sistema profit territoriale;

4. valorizzare l’impegno sociale delle imprese.

Dopo una prima fase sperimentale all’interno dell’iniziativa comunitaria Equal “Pegaso” (finanziata dalla Regione Emilia-Romagna con il Fondo Sociale Europeo), il progetto ha visto nel 2009 l’avvio dei laboratori per lo smontaggio dei RAEE per le strutture carcerarie di Bologna, Ferrara e Forlì; ciascun laboratorio è seguito e gestito direttamente da una cooperativa sociale. Nello specifico, intervengono le cooperative sociali It2 (Bologna), Il Germoglio (Ferrara) e Gulliver (Forlì).

Nel 2012 il progetto è stato ampliato con un intervento specifico di comunicazione con la realizzazione e il lancio del sito di RAEE in Carcere www.raeeincarcere.org sempre dedicato alla formazione e all’inserimento sociale di persone in regime di detenzione.

Ampia la rete degli Enti e dei partner che hanno voluto e promosso il progetto: la Regione Emilia Romagna (assessorati all’Ambiente, alla Formazione professionale e alle Politiche sociali), il Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria di Bologna, il Gruppo Hera Spa, le Province di Forlì-Cesena, Bologna e Ferrara, i consorzi RAEE Ecolight ed Ecodom, le agenzie di formazione professionale Techne Forlì-Cesena, Cefal Emilia Romagna, Enaip Ferrara; ai quali si affiancano molti altri attori locali a sostegno di ogni singola attività laboratoriale.

Cosa prevede il progetto

I RAEE trattati nei laboratori sono quelli non pericolosi, ad uso domestico e/o professionale, provenienti dalle stazioni ecologiche attrezzate in gestione alla multiutility Hera Spa.

Una volta separate, le diverse componenti vengono ritirate dai Consorzi RAEE e inviate a impianti specializzati per la valorizzazione/recupero delle materie prime.

Le persone detenute, indicate dalle direzioni degli Istituti penitenziari, sono occupate quotidianamente all’interno di laboratori: dopo una fase iniziale di formazione/tirocinio, i lavoratori vengono quindi assunti dalle cooperative sociali e adeguatamente retribuiti, anche con l’obiettivo di poter contribuire al mantenimento delle famiglie.

I numeri

Sotto il profilo ambientale:

tonnellaggio mensile medio RAEE trattati nei tre laboratori nel 2012: 45 tonnellate;

totale tonnellaggi RAEE lavorati negli anni di attività nei tre laboratori: circa 1.900 tonnellate;

nel 2012 poco  più di un quarto dei RAEE (R2 e R4) raccolti da Hera sui territori di Bologna, Forlì e Ferrara è  stato trattato dai laboratori RAEE in Carcere.

 

Sotto il profilo sociale:

17 persone detenute assunte negli anni di attività nei tre laboratori (Bologna 6, Forlì 6, Ferrara 5);

44 persone detenute impegnate negli anni di attività di attività nei tre laboratori (escluse le persone assunte). Ripartite così: Bologna 12, Forlì 24 e Ferrara 8);

2 persone ex detenute impegnate nel progetto di comunicazione di RAEE in Carcere per la gestione e l’aggiornamento del sito www.raeeincarcere.org;

2 lavoratori accompagnati all’inserimento in imprese del territorio al termine della pena.


Ufficio Stampa Ecolight: Eo Ipso

Info: Marco Parotti – mparotti@eoipso.it

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *