Edifici ibridi naturali-artificiali: la nuova frontiera dell’architettura

Fonte: http://www.architetturaecosostenibile.it

Ogni sistema naturale sviluppa comportamenti e variazioni che si presentano a partire dalla reazione all’ambiente di un singolo componente del sistema. Questa tipologia di reazione si manifesta anche in organismi che non hanno un organo centrale di controllo, come il cervello. La comprensione dei meccanismi naturali non è estranea all’architettura, anzi è la condizione imprescindibile per la realizzazione di edifici ibridi naturali-artificiali in cui la biologia sintetica si applica al processo progettuale.

 

BIOMIMETICA
Un utilizzo più intelligente dei materiali, porta i progettisti a guardare alla natura non come fonte di forme da copiare, ma come serie di processi dinamici interconnessi, che possono essere simulati e studiati per l’applicazione alla progettazione e alla produzione architettonica e industriale. Il punto di vista sulla natura cambia, lasciando intravedere un profondo bacino di ispirazione e logiche inesplorate.
Lo studio dei sistemi naturali suggerisce modalità di concepire e produrre architettura più strettamente collegate con l’organizzazione materiale e con la logica evolutiva. Per analizzare tali sistemi si fa un ampio utilizzo di ciò che prende il nome di “computazione evolutiva”, una modalità di ricerca che si basa su modelli di calcolo che si ispirano alla genetica  e alla teoria evoluzionistica di Darwin.

 

BIOLOGIA SINTETICA

La computazione evolutiva offre ai progettisti tutte le potenzialità delle relazioni tra schema costruttivo e processo produttivo, tra formazione e forma, in relazione con i parametri ambientali e culturali: il sistema reagisce all’ambiente secondo un insieme di soluzioni basilari che vengono poi specificate dai parametri esterni per rendere il sistema efficace nel suo contesto. Una volta che il sistema è in grado di reagire dinamicamente al contesto, questo passa da un tipo di evoluzione artificiale a uno naturale: mentre nel primo caso lo sviluppo è selezionato arbitrariamente e quindi è controllato e prevedibile, nel caso dell’evoluzione naturale il sistema dipende solo dall’ambiente in cui si sviluppa e, soprattutto, solo i sistemi più efficaci possono svilupparsi in un determinato ambiente.
Applicare questo concetto all’architettura significa cominciare a muoversi nel campo della biologia sintetica, nel quale i progettisti hanno come scopo principale inserire costrutti ibridi naturali-artificiali all’interno dell’ecologia dell’ambiente naturale.

 

Fonte: http://www.architetturaecosostenibile.it/architettura/criteri-progettuali/edifici-ibridi-biologia-applicata-architettura-255.html

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