Marinet: ecco la fonte rinnovabile di energia direttamente dal mare

Dopo il sole e il vento adesso anche il mare ci porterà una bella dose di energia verde. L’Unione Europea ha infatti stanziato 11 milioni di euro per il Mar ine Renewables Infrastructure Network for Energy Technologies (Marinet), infrastruttura che incentiva la collaborazione tra centri di ricerca dedicati allo studio dell’energia rinnovabile proveniente dal mare, ovvero quella scaturita da maree, onde, correnti, correnti di marea, e del gradiente termico tra superficie e fondali.
Il network infatti offre la possibilità a centri di ricerca e aziende di accedere gratuitamente a strutture d’eccellenza di tutto il mondo con lo scopo di armonizzare i diversi metodi di ricerca, migliorare la formazione in questo campo, costituire una solida ete di competenze e cercare uno standard produttivo che possa abbattere i costi di produzione degli impianti.
La più grande barriera che si pone allo sfruttamento di questa nuova rinnovabile infatti sono gli alti costi degli impianti e quindi la scarsa possibilità di fare ricerca. Eppure come fa notare l’UK Marine Foresight Panel “se lo 0,1 per cento dell’energia rinnovabile disponibile dagli oceani fosse convertita in elettricità si potrebbe soddisfare più di cinque volte il fabbisogno attuale di energia”. Insomma, siamo di fronte a un’opportunità imperdibile, soprattutto per una nazione come la nostra, che conta ottomila chilometri di coste.
E proprio qui entra in gioco il Marinet. Centro delle operazioni è l’ Hydraulics and Maritime Research Centre della University College di Cork, in Irlanda, un polo d’eccellenza fondato nel 1979 che coordina 29 centri di ricerca e ben 42 impianti di prova dislocati in undici Paesi europei e in Brasile.
I portabandiera italiani sono l’ Università della Tuscia, quella di Firenze e l’istituto di ricerca CNR-Insean. La prima mette a disposizione il Laboratorio di Oceanologia Sperimentale ed Ecologia Marina del porto di Civitavecchia, istituto attivo fin dal 2003 dotato di strumentazione oceanografica per lo studio degli ecosistemi marini pelagici e costieri e di numerose strumentazioni di laboratorio per le analisi di acqua e sedimenti.
Qui si progettano nuovi strumenti e sensori per la misura di variabili biologiche, ottiche, fisiche e chimiche dell’acqua di mare, si studia la dinamica costiera ma, per quanto riguarda Marinet, si studia la gestione delle risorse e delle fonti di energia per la creazione di una carta  di uso del mare finalizzata ad una corretta gestione delle aree costiere. In soldoni si tratta di individuare i siti idonei allo sfruttamento energetico, i cosiddetti Gis, analizzare la fattibilità tecnico-economica degli impianti e, ovviamente, analizzare i parametri ecologici e di compatibilità ambientale.
Proprio a Civitavecchia è in corso di realizzazione Rewec3, sistema che sfrutta che sfrutta l’energia ondosa e capace di produrre, almeno sulla carta, tre mega watt di energia.Come dichiarato dal professor Felice Arena dell’università di Reggio Calabria alla rivista Tekneco, “un chilometro di istallazioni di questo tipo potrebbe produrre circa ottomila megawatt ogni anno. È un dato realistico, non ottimistico”.
L’università di Firenze invece mette a disposizione il Criaciv, Centro di Ricerca Interuniversitario di Aerodinamica delle Costruzioni e Ingegneria del Vento che coinvolge anche la Sapienza e le università di Perugia, Trieste, Chieti-Pescara eVenezia. Tra le sue eccellenze c’è il laboratorio di Ingegneria del Vento, l’unica struttura del genere esistente in Italia, e due due grandi infrastrutture, una galleria del vento e una canale per la generazione di moto ondoso.
Terzo e ultimo rappresentate tricolore è l’ INSEAN, l’istituto di ricerca nel settore dell’ingegneria navale e marittima del CNR. Svolge attività di ricerca di base nelle discipline principali di architettura navale e ingegneria navale, con particolare attenzione al trasporto ecosostenibile e allo sfruttamento sostenibile del mare. Nell’ambito di Marinet, sviluppa tecnologie e competenze per lo studio e la progettazione di sistemi per la generazione di energia dal mare.

Fonte: daily.wired

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