Scoperta in Val Taleggio (BG) una nuova specie di coleotteri.

Il lavoro dei ricercatori del Museo di Scienze Naturali di Bergamo evidenzia la caratteristica dell’area bergamasca, abitata da molte forme di vita esclusive.

 

Nello scorso mese di dicembre il Bollettino della Società Entomologica Aragonese [Boletín de la Sociedad Entomológica Aragonesa (S.E.A.), nº 51 (31/12/2012): 133‒135. Two new click-beetles from Northern Italy and the Iberian peninsula (Coleoptera Elateridae) Giuseppe Platia] ha pubblicato un articolo scientifico in cui si riporta la descrizione di una nuova specie di coleottero, rinvenuta in provincia di Bergamo, più precisamente nella Val Taleggio, senz’altro più conosciuta per i suoi formaggi che non per i coleotteri.

 

Più nel dettaglio, si tratta di un coleottero Elateride rinvenuto nell’aprile del 1994 in occasione di ricerche condotte dal Museo di Scienze Naturali di Bergamo, relative all’entomofauna propria del territorio provinciale.

Gli Elateridi sono molto noti agli agricoltori in quanto alcune specie, poche in verità, considerando che in Italia ne sono note oltre 230, presentano larve che vivono nel terreno ed arrecano danni alle coltivazioni; dalla forma allungata ed il colore ferrugineo, prendono il nome volgare di “ferretti”.

La nuova specie scoperta è stata nominata Athous pantinivallei dall’entomologo Giuseppe Platia che ha voluto dedicarla a Paolo Pantini e Marco Valle, i due ricercatori del museo che hanno raccolto l’unico esemplare noto di questa specie.

 

Il riconoscimento della specie non è certo cosa facile: le dimensioni sono inferiori al centimetro, la colorazione è marrone rossiccia piuttosto uniforme, come tutte le specie appartenenti a questa famiglia presenta il corpo allungato e appiattito, la preparazione degli organi interni è essenziale per il riconoscimento della specie.

Le Prealpi centrali ed in particolare le Orobie rappresentano un’area di particolare interesse per quanto riguarda la ricchezza di specie e la presenza di specie rare o a distribuzione ristretta, tale settore orografico costituisce un “hot spot” della biodiversità.

Alla stato attuale un censimento condotto dal Museo di Bergamo ha rilevato oltre un centinaio di forme di vita esclusive di questo territorio, si tratta in particolare di coleotteri ed aracnidi.

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