Nel 2020 i primi viaggi sulla Luna per privati grazie ai tecnici ex Nasa

A offrirli l’azienda spaziale privata Golden Spike. Che ha annunciato i propri piani per il futuro: riportare l’uomo sul nostro satellite entro il 2020. Al prezzo di un miliardo e mezzo di dollari per due persone

L’ esplorazione spaziale è un business che fa gola a tutti. Dopo il successo dell’azienda privata SpaceX, che a ottobre ha lanciato la capsula Dragon alla volta della Stazione Spaziale Internazionale (Iss), si è fatta avanti la Golden Spike Company con un progetto ancora più ambizioso: avviare un servizio permanente di voli andata e ritorno dalla Terra alla Luna entro il 2020. Il tutto alla modica cifra di un miliardo e mezzo di dollari per volo, come racconta Wired.com.

Golden Spike ha lavorato duramente negli ultimi due anni per sviluppare l’architettura di questa missione, arruolando ex ingegneri della Nasa ed esperti di volo spaziale. Dopo alcune settimane di rumors in rete sui piani dell’azienda, il suo cofondatore Alan Stern, ingegnere aerospaziale, ha finalmente sciolto le riserve: “Siamo in grado di offrire ai governi un servizio di spedizioni sulla superficie lunare per due persone”. A quanto pare, dunque, i clienti di Golden Spike non saranno fanatici miliardari privati, ma stati e organismi internazionali. Al momento, la società non ha rivelato chi sono i propri investitori, né l’ammontare degli investimenti: tuttavia, Stern ha lasciato intendere di essere già in trattative avanzate con diversi Paesi, “sia a est che a ovest degli Stati Uniti”, suggerendo che tra i primi clienti potrebbe esserci anche la Cina. “Paese dopo Paese, sono certo che tutti prima o poi vorranno entrare nel club lunare ”, ha aggiunto con soddisfazione.

 

Per arrivare sul satellite, ha spiegato Stern, il piano di Golden Spike prevede quattro lanci separati. Prima, due razzi che porteranno in orbita attorno alla Luna una navicella e un modulo di allunaggio; poi, altri due lanci per l’invio dell’equipaggio umano, che scenderà sul suolo lunare e tornerà indietro. Stern non ha detto quali saranno i razzi utilizzati, né il loro prezzo.

Arriviamo così ai costi, il punto dolente di tutta la faccenda. È davvero fattibile, dal punto di vista economico, un’operazione di questo genere? Stern è convinto di sì. “L’intera operazione costerà tra 7 e 8 miliardi di dollari, tutto compreso: sviluppo, prove di volo, e un gruzzoletto da tenere da parte per le emergenze. Più o meno lo stesso prezzo della costruzione di un grande aeroporto metropolitano”. La società afferma di essere riuscita a ridurre i costi grazie alla partnership con altre aziende del settore aerospaziale e all’utilizzo di razzi già esistenti o in fase di sviluppo. Sarebbero da progettare da zero, invece, il modulo di allunaggio e una tuta spaziale. Per realizzarli, Golden Spike si avvarrà della collaborazione di Masten Space System, specializzata nella costruzione di navicelle spaziali a decollo e atterraggio verticale, e Paragon Space Development Corporation, esperta in sistemi di supporto vitale.

Naturalmente, non mancano gli scettici. John Pike, esperto di economia spaziale e direttore di GlobalSecurity.org, non crede al progetto di Stern: “Direi che non ha abbastanza zeri nel suo bilancio. Il programma Apollo, negli anni ’60, è costato qualcosa come 110 miliardi di dollari di oggi, di cui 18 solo per lo sbarco sulla Luna. E da allora non c’è stato nessun miglioramento veramente significativo nella tecnologia missilistica e dei razzi spaziali”. Sembra davvero difficile che un’azienda privata possa eguagliare i successi di Apollo con un budget di un’ordine di grandezza inferiore. Per chiarire meglio le ragioni del suo scetticismo, Pike ha raccontato un aneddoto relativo a Milton Friedman. Si dice che il famoso economista, passeggiando con un amico, notò una banconota da 10 dollari a terra e tirò dritto senza raccoglierla. Alla richiesta di spiegazioni del compagno, rispose che se la banconota fosse stata vera, l’avrebbe già presa qualcun altro. “Insomma, se fosse veramente possibile portare persone sulla Luna con un budget così ridotto, qualcuno l’avrebbe già fatto”.

Fonte: daily.wired.it

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