Mangatar vince il premio nazionale per l’innovazione

Un po’ Ted, un po’ Champions League delle startup. A vincere la decima edizione del Premio nazionale per l’innovazione sulle note di We can be heroes del duca bianco David Bowie è stato Mangatar, social game nel mondo del fumetto giapponese in cui gli utenti possono creare i propri personaggi e sfidare altri giocatori da tutto il mondo. Decretato miglior business plan del Paese dalla giuria, che aveva in precedenza pescato i 16 finalisti – impegnati nell’appuntamento conclusivo del 29 e 30 novembre al teatro Petruzzelli di Bari in un pitch di 4 minuti – dai 64 partecipanti, vincitori delle selezioni locali, battezzate Start Cup.

Quattro le categorie del concorso: Life Science, dedicata alla salute, Ict-Social innovation, per la qualità della vita in termini di conoscenze, informazione, svago, connessioni sociali, Agro-Food&Cleantech, prodotti o servizi per produzione agricola e alimentare e infine Industrial. Al vincitore di ogni categoria 25mila euro targati Telecom Italia, main sponsor dell’evento. E dunque, oltre a Mangatar (che ha vinto sia la sezione Ict che il titolo assoluto), hanno portato a casa il premio anzitutto Narrando (Life Science), che si occupa di sviluppo, produzione e commercializzazione di dosimetri nanostrutturali per misurare le radiazioni ionizzanti in radioterapia e radiologia. Poi, MicroTurbina per la categoria Agro-Food&Cleantech, un dispositivo per ricaricare apparecchi senza batterie o elettricità. Infine, Phi Drive per Industrial, start-up del Politecnico di Torino per motori rotativi e lineari destinati ai settori dell’ottica, della biomedica e agli strumenti di misura.

Non finisce qui. Oltre ai premi principali, altri sponsor hanno assegnato riconoscimenti in denaro o servizi. Phi Drive, infatti, s’è aggiudicato anche i 5mila euro della Fondazione Ricerca e Imprenditorialità. Intel ha invece scelto quattro start-up da portare al round europeo dell’ Intel Business Challenge. Si tratta di Wib, Warehouse in a box (un punto vendita automatico modulare), Sem+ (moduli touch 3d), Stem Sel (che sviluppa Celector, uno strumento per selezionare cellule staminali da tessuti “di scarto”) e Irc, Intelligent Remote Controller (sistema domotico per ridurre sprechi di acqua, gas ed energia). Non solo: quattro rappresentanti potranno giocarsi le proprie carte faccia a faccia con Marcos Battisti, managing director di Intel Capital, la società del gruppo che negli anni ha investito miliardi di euro nell’acquisizione e sviluppo di nuove realtà su cui scommettere nel mondo. Stem Sel, infine, porta a casa anche il titolo di start-up con maggiore propensione all’internazionalizzazione assegnato dal Consolato generale britannico di Milano e dall’Uk Trade&Investment, grazie al quale imboccherà un percorso preferenziale con diversi enti d’Oltremanica.

“Occorre adoperare la crisi come occasione per scuotere le pigrizie con una forza carica di suggestioni – ha detto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, che ha premiato le giovani realtà imprenditoriali all’evento barese – viviamo in un’epoca in cui si sta ricomponendo la frattura storica tra lavoro manuale e quello intellettuale e in cui la cultura scientifica e quella umanistica si mescolano senza soluzione di continuità. La conoscenza è caledoiscopica e consente di interpretare la realtà in tutte le sue sfaccettature”.

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