GINKGO, IL PRIMO OMBRELLO FLESSIBILE, LEGGERO E RICICLABILE

Ogni anno più di 900.000.000 ombrelli vengono persi, rotti e incorrettamente deposti;

il poliestere della copertura ha un tempo di degrado di oltre 1.000 anni;

i diversi materiali utilizzati per produrre un ombrello, lo rendono leggero, robusto ma non flessibile;

l’alto numero di componenti, oltre 100, comporta bassa affidabilità e fasi di produzione e assemblaggio complicate;

per la lavorazione dei materiali si utilizzano processi produttivi con forte impatto sull’ambiente (CO2);

difficoltà di smontaggio e necessità di raccolta differenziata rendono l’ombrello tradizionale non riciclabile

L’idea, nata da un designer e un ingegnere meccanico e sostenuta dall’Acceleratore d’impresa gestito da Fondazione Politecnico di Milano, è stata selezionata al prestigioso premio James Dyson Award

Milano, novembre 2012 – E’ nato Ginkgo, il primo ombrello, riciclabile al 100%, realizzato in un unico materiale, il polipropilene, resistente a urti e vento, senza deformarsi.

 

Progettato da un ingegnere, Gianluca Savalli, e da un designer, Federico Venturi, che hanno unito le loro competenze in estetica e meccanica, l’idea è nata proprio dall’ennesimo ombrello rotto!  “A quel punto – dice Venturi – ci siamo detti: perché non pensare a un ombrello semplice, ma resistente e sostenibile? Da qui, lo spunto per esaminare i punti deboli degli ombrelli compatti, che hanno un ciclo di vita molto breve e utilizzano materiali, come il poliestere e il ferro difficilmente smaltibili. Tenete presente che, considerando circa 240 g di ferro a ombrello, con la quantità totale di ferro del miliardo di ombrelli che ogni anno si rompono o vengono persi (pari a 240.000 t), sarebbe possibile, ogni anno, costruire oltre 25 torri Eiffel!”

 

Vincitore di Idea to Product Competition Italy 2011, competizione interna al Politecnico di Milano organizzata dall’Acceleratore d’Impresa e dalla Fondazione Politecnico di Milano, Ginkgo ha ricevuto un premio economico di 2000 euro utilizzati per la progettazione, la produzione di stampi e per il deposito del brevetto. L’Acceleratore del Politecnico di Milano ha inoltre fornito gli strumenti per capire il mercato e per studiare il business plan e la distribuzione del prodotto. Grazie all’Acceleratore, Ginkgo ha partecipato a numerosi eventi alla presenza di investitori e business angel e, grazie a questi contatti, ha rafforzato il suo team con l’ingresso di Marco Righi, ingegnere gestionale, che ora si occupa dello sviluppo commerciale. Obiettivo: creare una start up.

 

Ginkgo in concreto

Grazie alle proprietà meccaniche del polipropilene, è stato possibile ottenere un oggetto leggero, robusto e flessibile. L’utilizzo di questo materiale infatti, garantisce l’elasticità degli elementi (braccetti, pulsante di sblocco, etc.) maggiormente sollecitati e che risultano essere i punti di maggiore debolezza negli ombrelli tradizionali. La razionalizzazione del numero dei componenti, ridotto dell’80%, ha portato a un aumento dell’affidabilità e a una semplificazione delle fasi di produzione e assemblaggio. Il particolare design, inoltre, offre la possibilità di creare combinazioni di colori personalizzabili.

 

Ginkgo, lo scorso 20 settembre, ha superato la prima selezione internazionale del James Dyson Award, prestigioso premio di design, che si propone di scovare cose belle, ma che funzionino e aiutino la gente nella vita quotidiana.

 

FONDAZIONE POLITECNICO DI MILANO

Nata nel 2003, da un’idea che risale a due anni prima quando venne approvato l’emendamento che consentiva alle università di dar vita a fondazioni per rendere più efficace il loro rapporto con il mondo esterno, Fondazione . Politecnico di Milano si propone di favorire l’innovazione delle imprese e incentivare la loro competitività a livello internazionale, nonché di dare impulso alla creazione e alla diffusione di nuove conoscenze e al loro trasferimento alle realtà produttive e del terziario. Nell’ultimo triennio le opportunità di creare una sinergia tra i tre attori della “tripla elica” dell’innovazione – università, istituzioni pubbliche e aziende – sono state raccolte da quasi 500 imprese ed enti per un totale di circa 400 progetti, del valore complessivo di 125 milioni di euro. Oltre all’attenzione verso le multinazionali e le grandi imprese, la Fondazione ha mostrato particolare interesse al complesso mondo delle PMI.

Dal 2007 la Fondazione ha preso in gestione l’Acceleratore d’Impresa del Politecnico di Milano, aggiungendo così un nuovo tassello: quello della giovane imprenditoria. Nato nel 2000, l’incubatore conta oggi 19 aziende incubate, che operano nei settori ict, elettronica, energia e ambiente, nuovi materiali e ingegneria biomedica, e tre sedi: Milano, Como e Lecco.

 

Relazioni con la stampa

Barbara D’Incecco – DAG Communication

Tel. 02.89054168 – 347.5609536

E-mail: bdincecco@dagcom.com

 

Manuela Murari – Fondazione Politecnico di Milano

Tel. 02.23999156

E-mail: Emanuela.Murari@fondazione.polimi.it

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