Prospettive e incentivi per il futuro del conto energia nel 2013

Con quasi 450mila impianti installati sul territorio nazionale e 15,5 Gigawatt di potenza, l’ Italia è tra i primi mercati fotovoltaici del mondo. Quale futuro per il settore quando il costo annuo degli incentivi (oggi, dati Gse, si attesta intorno ai 6,3 miliardi di euro) raggiungerà il budget previsto dal Quinto conto energia, fissato a 6,7 miliardi? Il fotovoltaico potrà camminare sulle proprie gambe? Wired.it l’ha chiesto a Valerio Natalizia, presidente del Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane aderente a Confindustria Anie, che rappresenta alcune fra le più importanti aziende italiane operanti nel settore.
Quali sono le vostre proposte dal punto di vista economico e finanziario?
“Oggi chi decide di installare un impianto fotovoltaico può decidere tra il conto energia e la detrazione fiscale sugli investimenti, fino a questo momento prevista fino a giugno del 2013. La nostra proposta è che la detrazione, fino a un massimo di 96mila euro in dieci anni, possa essere prolungata fino a giugno 2014. Chiediamo anche la facilitazione dell’accesso al credito per i finanziamenti sulle installazioni del fotovoltaico. Oggi i tassi sono altissimi e raggiungono l’8 e il 9 per cento. Per questo chiediamo che venga istituito un fondo speciale a tassi agevolati per progetti che prevedano l’uso del solare”.
Il timore degli analisti è che quella del fotovoltaico in Italia sia una bolla che rischia di esplodere. Con gravi danni per le aziende che hanno puntato e investito nella vendita e nell’installazione degli impianti.
“Per questo motivo, un’altra delle nostre proposte è che sia dia un impulso alle aziende che investono sul territorio e creano occupazione. Impulso che vuol dire sgravi fiscali per investire in ricerca e sviluppo e per assumere giovani”.
La delibera del 2008 del governo sui sistemi efficienti di utenza, i cosiddetti Seu, che doveva essere emanata entro 90 giorni dal decreto legislativo n.115/08, non è ancora stata approvata dall’Autorità dell’Energia. Un’accelerazione in questo senso potrebbe dare impulso al settore?
“Certamente. I Seu regolano i rapporti tra i produttori e il cliente, il quale fornisce il luogo fisico per l’installazione dell’impianto. Questo permette al produttore di vendere energia pulita senza oneri di sistema e di dispacciamento, costi che invece vengono applicati all’energia elettrica prelevata dalla rete esterna. Senza costi aggiuntivi di gestione, il produttore venderebbe energia a un prezzo minore. L’Autorità ci ha comunque assicurato che la delibera verrà approvata entro la fine di quest’anno”.
Altre proposte?
“Innalzare il limite di potenza degli impianti per lo scambio sul posto. Oggi questo sistema, alternativo al conto energia, prevede che l’impianto abbia una potenza massima di 200 Kw. La proposta è di alzare questo livello, col vincolo dell’autoconsumo per il produttore di energia. Inoltre è necessaria una semplificazione delle procedure burocratiche. Diversi studi hanno confermato che  tra i costi di sviluppo del fotovoltaico, oltre il 60 per cento è da attribuire agli oneri amministrativi e burocratici”.

Fonte: life.wired.it

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