Nanotecnologie: nuove spugne ecologiche sono in grado di stoccare gas come idrogeno e metano

Il progetto, denominato H2-Ecomat, vede protagonisti gli scienziati dell’università di Milano Bicocca che, con l’ausilio di tecnologie avanzatissime, sono riusciti a creare speciali materiali derivati dai peptidi della soia. La particolarità sta nel fatto che il materiale, sintetico reticolato (Mir) e poroso di origine biologica (Mpob), è in grado di stoccare gas come idrogeno e metano all’interno dei propri pori, così come le spugne fanno con l’acqua. In questo modo riescono anche a ridurre la pressione del gas fino a 30-80 atm se queste polveri vengono immesse in un contenitore mantenendo il volume costante.

Il processo è altamente innovativo quanto ecosostenibile in quanto il “carburante” del meccanismo stesso deriva dalla soia, alla fine del suo ciclo di vita (e dunque biomassa). Le possibili applicazioni future sono molteplici e tutte molto interessanti: se i sebatoi di metano delle auto fossero equipaggiati con queste nanospugne riuscirebbero a contenere, a parità di volume, un maggiore quantitativo di carburante. Anche per il trasporto di bombole di gas si avrebbe un notevole vantaggio in quanto si avrebbero volumi più ridotti da trasportare a parità di quantità di gas. Il progetto è finanziato dalla Regione Lombardia e dall’università di Milano Bicocca.

 

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