Importanti rivelazioni sulla “materia oscura” del Dna. Da essa dipende l’80% delle funzioni del genoma umano

Il risultato della ricerca condotta dal consorzio internazionale Encode, Encyclopedia of Dna Elements, pubblicato su riviste scientifiche internazionali come Nature, Genome Research e Genome Biology, prende in esame ben trenta studi sul genoma umano, donando nuova vita, nuova luce alla “materia oscura” del Dna, quello che per anni è stato definito “Dna spazzatura”, perché inutile.

 

Ma in realtà non sarebbe così perché i lavori, avrebbero rivelato un genoma umano molto più ricco e complesso di quanto previsto negli ultimi anni, spiegando come non sia il singolo gene, ma la rete che rende il genoma umano, dinamico. La “materia oscura” del Dna rappresenta e regola circa l’80% dell’intero genoma e delle sue funzioni.

Ma cos’è la “materia oscura” del Dna?

Con questa definizione vengono indicate le lunghe porzioni di Dna finora oscure, le sequenze genetiche di cui non se ne capivano le funzioni, ma che iniziano a svelare i loro segreti. Con l’aiuto di sofisticati modelli matematici, i ricercatori hanno ricostruito un milione e mezzo di interazioni molecolari innescate da 119 fattori di trascrizione, degli interruttori capaci di attivare o disattivare contemporaneamente migliaia di geni. Questi fattori di trascrizione sono collegati tra loro in modo gerarchico e regolano insieme i circa 20.000 geni presenti nel genoma umano. Quindi non esiste un Dna spazzatura, ma tutte le parti partecipano in almeno un evento biochimico.

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