Proteina scoperta da Rita Levi Montalcini, l’NGF, combatte l’infertilità

Nei lontani anni ’50, un team di appassionati ricercatori scopre la NGF (Nerve Growth Factor o fattore di crescita nervoso), una proteina la cui scoperta venne premiata col Nobel nel 1968. Nel gruppo di ricerca vi era anche la nostra Rita Levi Montalcini.

Negli anni successivi lo studio della proteina continuò, portando a conoscenza le sue straordinarie potenzialità, tra cui quella appena scoperta da un team canadese dell’Università del Saskatchewan, guidato dal professor Greg Adams, veterinario specializzato nella riproduzione, quella della fertilità.

 

La ricerca guardava all’accoppiamento animale e aveva notato che i maschi di alcune specie animali, come il cammello, il lama e il coniglio, inviano dei veri e propri segnali al cervello delle femmine affinché comincino a produrre ovuli. Facendo lo stesso studio su altre specie animali ma utilizzando dei preparati medici contenenti la proteina, sarebbe emerso come il trattamento abbia migliorato lo sviluppo del corpo luteo, la ghiandola che si forma dopo l’ovulazione e che genera degli ormoni fondamentali per il buon mantenimento della gravidanza.

L’esperimento applicato dal team del dottor Adams, vede il trattamento di mucche sia in età prepuberale sia mature con OIF/NGF, ed avrebbero visto come questa proteina non induca l’ovulazione nei bovini, ma ne modifica l’intervallo. Infatti le mucche trattate con OIF/NGF avrebbero ovulato tutte entro 4 ore l’una dall’altra, mentre quelle non trattate erano meno sincronizzate. Inoltre se nello sperma del maschio vi è la proteina NGF, la femmina la recepisce e dal suo cervello parte l’ordine di preparare il corpo all’accoppiamento.

Anche nell’uomo, che non richiede l’induzione dell’ovulazione, questo fattore e i suoi recettori sono presenti, nella precisione nelle ovaie e, secondo l’ipotesi avanzata dal dottor Sergio Ojeda, dell’Università dell’Oregon, OIF/NGF sarebbe coinvolto localmente nella maturazione e nello sviluppo degli ovociti.

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