Medicina: Scoperta pianta che dimezza il cancro alla prostata

Uno studio condotto dalla Johns Hopkins Cancer Center negli Usa, guidato dal dottor Johm Isaacs, ingegnere biomedico, insieme ai colleghi dell’Università del Wisconsin e del Texas-San Antonio, e pubblicato su Science Translational Medicine, propone l’utilizzo di un nuovo farmaco sperimentale in grado di uccidere le cellule cancerogene.

 

Il prodotto sarebbe derivato da una pianta ritenuta velenosa, la Thapsia Garganica o firrastrina comune, diffusissima nel Mediterraneo e sul Gargano, che in particolare conterrebbe una sostanza efficace contro i tumori, soprattutto quelli alla prostata. La sostanza in questione sarebbe la tapsigargina un inibitore degli enzimi della classe ATPasi, conosciuta fin dall’antica Grecia per la sua tossicità verso gli animali, tanto da venir chiamata “carota della morte”.

Il farmaco derivato da questa sostanza si chiama G202 e sarebbe stato ottenuto grazie a delle modifiche chimiche apportate, ossia ad una detossificazione del prodotto. Ciò avrebbe permesso di riprogrammare le molecole di questo veleno, rendendole inoffensive per i tessuti sani ma, una volta giunti alle cellule del cancro, la loro tossicità viene riattivata, in moda da uccidere le cellule dannose. La sostanza viene iniettata nel corpo e raggiungerebbe il punto malato attraverso il flusso sanguigno, senza danneggiare i tessuti sani; successivamente viene rilasciata una proteina che inibisce questa protezione, rendendo attivo il farmaco G202.

 

La ricerca viene condotta su 29 pazienti con carcinoma prostatico in fase avanzata ed in soli trenta giorni sarebbe stata registrata una netta diminuzione delle dimensioni delle cellule malate, con una riduzione del tumore alla prostata circa del 50%.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *