Nanotecnologie: Arrivano le microgocce di cristalli liquidi

La notizia arriva da una ricerca condotta dal CNR di Napoli e sarebbe molto importante in diversi campi scientifici, sia nell’ambito dello sviluppo delle nanotecnologie e delle biotecnologie, che nell’ambito della tecnologia del fotovoltaico.

 

Per la prima volta, i ricercatori dell’Istituto nazionale di ottica del Consiglio nazionale delle ricerche (Ino-Cnr) di Napoli, con la collaborazione dell’Istituto di chimica e tecnologia dei polimeri del Cnr (Ictp-Cnr) ed il Dipartimento di scienze fisiche dell’Università Federico II di Napoli, sarebbero state create delle gocce microscopiche di cristalli liquidi. Per la precisione sarebbero state sviluppate delle microgocce che verrebbero disposte ordinatamente, come in un cristallo, ma che in realtà sarebbero fluide come un liquido. Questi cristalli liquidi, in particolari condizioni, si organizzerebbero in fasi intermedie che presentano le caratteristiche sia dello stato liquido che di quello solido. Questa caratteristica, li ha resi indispensabili nella creazione di diversi materiali di uso quotidiano, come i display a cristalli liquidi Lcd dei televisori, I-phone e gli I-Pad.

 

Con l’attuale ricerca, sarebbero riusciti a manovrare i cristalli liquidi in maniera del tutto innovativa. I cristalli liquidi sarebbero stati frammentati in goccioline microscopiche, capaci di assemblarsi nuovamente in gocce più grandi tramite un processo reversibile, diventando anche delle “microlenti” con focale variabile in grado di offrire soluzioni nuove in fotografia, come mettere a fuoco, contemporaneamente, oggetti a diverse profondità, nel fotovoltaico, per catturare la luce solare da ogni angolazione con una lente di forma sferica, nell’ambito della sensoristica e delle nano e biotecnologie.

 

La ricerca si sarebbe ottenuta grazie alla deposizione di alcune goccioline di cristallo liquido su un substrato di niobato di litio appositamente preparato e ricoperto con un particolare polimero, il polidimetilsiloxano, o pdms. Sfruttando una variazione di temperatura, viene generato un campo elettrico. Ciò permette di evitare la sua applicazione dall’esterno, una novità in materia.

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