Vita su Marte. Nuove conferme!

Sarebbero arrivate delle ulteriori conferme sull’eventuale esistenza di forme di vita su Marte. Ne abbiamo già parlato pochi giorni fa in un nostro articolo ed oggi vi riproponiamo gli ultimi aggiornamenti.

 

Nel lontano 1976 la NASA mandò in orbita due sonde, Viking 1 e Viking 2, alla ricerca di tracce di forme di vita sul pianeta rosso, da sempre sotto attento controllo da parte degli scienziati e che vide l’identificazione di alcune tracce molto significative ed interessanti in uno degli allora quattro esperimenti realizzati, in cui sarebbe stata identificata una reale attività biologica.

 

Le sonde Viking scesero su Marte a circa 4.000 Km di distanza, raccolsero campioni di suolo ed applicarono un cocktail radioattivo di nutrienti al suolo marziano. Se nel terreno esistevano realmente dei microbi, questi avrebbero sicuramente metabolizzato il nutriente, rilasciando conseguentemente metano o Anidride Carbonica (CO2). Il risultato fu si un metabolismo attivo, ma non sufficientemente valido da affermare la presenza di tracce biologiche e, a causa dell’insufficienza dei risultati ottenuti con gli altri risultati, gli scienziati dichiararono che non vi era presenza di vita su Marte. Gli studi effettuati recentemente hanno ribaltato questa tesi.

 

Grazie alla matematica e agli studi effettuati sull’esperimento chiamato Labeled Release (Lr), dalla Keck School of Medicine della University of Southern California (USC) guidata dal professore associato di biologia e di neurobiologia Joseph D. Miller, in collaborazione con l’Università di Siena, con il ricercatore di Patologia Umana ed Oncologia Giorgio Bianciardi, si sarebbe messa appunto una analisi matematica che in realtà andrebbe a confermare l’esistenza di vita. Sarebbero stati identificati dei modelli caotici nelle variazioni delle temperature dei campioni di terreno marziani, che risulterebbero del tutto coerenti con i corrispettivi campioni viventi terrestri.

 

Gli studiosi del team di ricerca, tra cui Gil Levin e l’italiano  Giorgio Bianciardi dell’Università di Siena, hanno compiuto un nuovo monitoraggio sui campioni dell’esperimento e sui due controlli, comparandoli con campioni biologici e non biologici della Terra.  Al termine dell’analisi, si poteva vedere come i campioni dell’esperimento concordino con i campioni biologici e quelli dei controlli con quelli non biologici. Ciò confermerebbe ulteriormente l’esperimento originale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *