Scoperti due mondi nati 13 miliardi di anni fa, poco dopo il Big Bang

La Terra può sembrarci vecchissima, con i suoi quattro miliardi e mezzo di anni sulle spalle. Ma rispetto all’Universo è una sbarbina adolescente: quando il nostro pianeta iniziò a formarsi, il Big Bang era già passato da otto miliardi di anni. Questa giovane età non è un caso. Gli elementi pesanti – che gli astrofisici chiamano metalli anche se non sono necessariamente tutti metalli come li intendiamo noi – si sono formati tardi nell’Universo, sintetizzati all’interno delle stelle e poi rilasciati alla fine della loro vita quando queste esplodono come supernove, diffondendo nubi di gas e polvere. Nuove stelle poi rinascono letteralmente dalle ceneri delle precedenti: e solo se in queste ceneri ci sono abbastanza metalli dovrebbe esserci materiale per permettere la formazione dei pianeti. Almeno così pensavamo fino ad oggi. La ricerca guidata da Johny Setiawan, dell’Istituto Max-Planck per l’Astronomia di Heidelberg, in Germania, e pubblicata su Astronomy & Astrophysics, ha infatti trovato due pianeti che non dovrebbero esistere. I due mondi impossibili orbitano intorno a una stella dal poco romantico nome di Hip 11952, a 375 anni luce da qui.

Nessuno capisce come i due pianeti – uno grande circa come Giove, l’altro tre volte più grosso – abbiano potuto formarsi. Anche se sono principalmente composti di gas (come il nostro Giove), tutte le teorie richiedono comunque un nucleo solido, di roccia e metallo, attorno al quale i gas possano accumularsi per effetto della gravità. Ma non c’è abbastanza materiale solido per permetterlo. Hip 11952 contiene quasi solo gas leggerissimi come idrogeno ed elio: di materiale solido, come il ferro e il silicio, ce n’è meno del 10% di quello che troviamo nel nostro Sole.

I nostri modelli di formazione dei pianeti sembrano quindi incrinarsi sempre di più: se ci sono dubbi perfino sulla formazione della nostra vecchia amica Luna, già nel 2010 erano saltati fuori altri pianeti che non avrebbero dovuto formarsi secondo le teorie note. Ma se finora si bisticciava sui dettagli della loro formazione, qui il giallo si infittisce: come sono nati pianeti così grandi senza materiale con cui assemblarsi?

Perché  Hip 11952 è così povera? Perchè è una delle stelle più antiche che conosciamo: essa infatti è nata 12,8 miliardi di anni fa, quando l’Universo aveva meno di un miliardo di anni. A quel tempo gli elementi pesanti non avevano ancora avuto il tempo di cuocere nelle stelle e diffondersi tramite le supernove -e tutto quello che c’era a disposizione erano quasi solo idrogeno ed elio.  A quel tempo l’ Universo era talmente giovane che la nostra Galassia non era ancora del tutto formata. E infatti nell’articolo viene suggerito che questa stella e i suoi due compagni non siano nati nelle nostre vicinanze, ma altrove, in una galassia che poi è stata divorata dalla nostra miliardi di anni fa: una voracità tipica delle galassie giovani.

Questi due pianeti ne hanno viste più dell’astronave Enterprise: hanno visto l’alba dell’Universo poco dopo il Big Bang e hanno viaggiato da un’altra galassia per giungere fino a noi, regalandoci un mistero tutto da risolvere. Purtroppo i loro giorni sono ormai contati: il loro sole infatti è talmente vecchio che sta per raggiungere gli stadi finali della sua vita. In pochi milioni di anni la stella che li ha ospitati per così tanto tempo diventerà una gigante rossa, gonfiandosi e inglobando i pianeti a lei vicini, distruggendoli. Un destino che per noi ragazzini del Cosmo, per fortuna, è lontano almeno altri cinque miliardi di anni.

Fonte : Pianeti così antichi da essere impossibili – Wired.it.

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