Ricercatori italiani scoprono nuova forma di Parkinson

Identificata a Siena, da un gruppo di ricerca guidato da Antonio Federico, direttore dell’Unità operativa complessa Clinica neurologica e malattie neurometaboliche del Policlinico Santa Maria alle Scotte ed in collaborazione con colleghi dell’università olandese di Rotterdam e pubblicata sulla rivista American Journal of Human Genetics, una nuova forma genetica di Parkinson.

 

L’individuazione di questa forma della malattia neurologica che colpisce milioni di persone in tutto il pianeta, pare sia avvenuta studiando due fratelli affetti da parkinsonismo e distonia, difficoltà motoria legati ad atteggiamenti posturali involontari.

Sembrerebbe che alla base vi sia la presenza, in maniera eccessiva, di manganese nell’organismo e che ciò sia dovuta alla mutazione di una proteina che ha il compito di trasportare nel nostro organismo questa sostanza, fondamentale per numerosi processi metabolici, ma che può diventare tossica se presente in quantità eccessive.

I ricercatori, una volta identificata la causa, hanno messo a punto una terapia che fosse capace di eliminare il manganese in eccesso e che ha provocato un sensibile miglioramento della sintomatologia clinica della malattia nei pazienti.

 

 

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