Dopo Pangea, il prossimo supercontinente sarà Amasia

Gli scienziati hanno analizzato le possibili evoluzioni future in merito all’assetto delle terre emerse nei prossimi milioni di anni, e le diverse ipotesi prevedono la formazione di un nuovo supercontinente al quale è già stato dato un nome: Amasia.

Sarebbe la conseguenza della fusione dell’America con l’Asia, includendo l’Africa, l’Australia e forse anche l’Antartide, in seguito al loro movimento verso Nord rispetto al sistema di riferimento nelle profondità del mantello che identifica l’antica posizione della Pangea. E’ quanto riportato in Science, l’autorevole rivista americana. Il modello di previsione prevede 2 possibili scenari futuri: il primo dice che l’Atlantico vedrà bloccata la propria espansione per tornare lentamente a chiudersi; il secondo, sostiene che a chiudersi sarebbe il Pacifico in modo da andare a formare un supercontinente nella direzione opposta a quello precedente. In realtà esisterebbe una terza teoria condotta da alcuni ricercatori della Yale University e pubblicato su Nature, che sostiene che l’America rimarrà allineata alla posizione della zona di subduzione a forma di ferro di cavallo che definisce la cosiddetta Cintura del Fuoco. Prevarranno invece i moti delle placche verso settentrione, portando alla chiusura del Mar dei Caraibi e successivamente anche dell’oceano Artico.

Per testare le tre possibili opzioni gli scienziati sono partiti da molto lontano, analizzando lo sviluppo dei continenti partendo addirittura dalla Pangea. Questo nome si riferisce al supercontinente che si ritiene includesse tutte le terre emerse sino a circa 180 milioni di anni fa, il cui nome fu attribuito da Alfred Wegener nel 1915. Oggi la teoria è stata ampiamente accettata dalla comunità scientifica, chiamata deriva dei continenti. Gli scienziati quindi hanno determinato quantitativamente i centri di di massa dei supercontinenti e delle grandi province magmatiche in momenti successivi della loro evoluzione e misurandone la distanza angolare sulla base di dati paleomagnetici. Le analisi hanno evidenziato che il nuovo modello è in grado di superare gli altri due nella costruzione della storia degli antichi supercontinenti, risultando quindi più coerente. Il movimento delle placche continentali vedrà quindi prevalere le spinte verso settentrione, determinando in prospettiva la chiusura del Mar dei Caraibi e, successivamente, anche dell’oceano Artico.
Fonte:  http://www.meteoweb.eu/2012/02/dalla-pangea-ad-amasia-il-prossimo-supercontinente/116972/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *