La Gioconda e la sua copia gemella

È stato annunciato in queste ultimissime ore che la famosa Monna Lisa di Leonardo Da Vinci (1503-1506), una delle opere più emblematiche ed enigmatiche del panorama artistico mondiale, conservata nel Louvre a Parigi, abbia una gemella realizzata nello stesso periodo e da un allievo di Leonardo stesso.

La Gioconda “gemella”, conservata a Madrid nel Museo del Prado, è stata ritrovata nelle cantine del museo ed accuratamente restaurata con tecnologie avanzatissime ha mostrato la sua spettacolarità. Inizialmente considerata una copia di scarsissimo interesse, dopo le accurate analisi tecniche e le puliture più attente, si è capito la sua importanza, datandola al 1500 ed attribuendola ad uno degli allievi prediletti di Leonardo, forse Andrea Salai che ne fu anche amante oppure Francesco Melzi, che l’avrebbe realizzata nella sua bottega in contemporanea al maestro.

Lo studio durato diversi mesi, è stato condotto con tecnologie avanzatissime.  Dai raggi infrarossi, osservazioni al microscopio, le riflettografie, i trattamenti con il laser e con lo scanner, si sono evidenziate delle correzioni che sono andate di pari passo su entrambi i dipinti, ciò dimostra la particolarità dell’opera che non può essere considerata al pari di tutte le altre miriadi di copie.

Attraverso le puliture sono state eliminate le vernici protettive applicate durante degli interventi del XVIII secolo che nascondevano e camuffavano il paesaggio originario, la differenza cromatica tra i due dipinti, dovuto al fatto che la copia è stato conservata per secoli al buio, protetta dagli agenti esterni. Proprio questa ultima considerazione fa pensare che forse la Gioconda avesse questi colori, molto più intensi e brillanti che, col tempo e l’esposizione alla luce, ha trasformato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *