Nuova cometa vicinissima al Sole, ma a differenza di Lovejoy non ce la fa (video)

Per la prima volta nello scorso mese di Luglio, è stata osservata la disintegrazione di una cometa sulla superficie del Sole. Tali “immersioni” sono comuni per le comete radenti, e nessuno di questi oggetti potrebbe resistere ad un tale impatto. La scoperta è stata annunciata nella giornata di ieri dai ricercatori, i quali affermano che questi eventi potrebbero rivelare il materiale da cui sono composte queste comete e le proprietà nascoste dell’atmosfera solare.

Negli ultimi 15 anni, sono state rilevate oltre 1400 di queste palle di neve sporca, probabilmente provenienti dalla disgregazione di una cometa gigante presente circa 2500 anni fa.  E’la famiglia delle comete Kreutz, che volano pericolosamente e regolarmente nei pressi del Sole; sino ad ora nessun telescopio era abbastanza sensibile da poter seguire questi eventi. Utilizzando il Solar Dynamics Observatory (SDO) della NASA, il Solar Heliospheric Observatory (SOHO), e il Solar-Terrestrial Relations Observatory (STEREO), gli scienziati sono stati in grado di seguire la cometa C/2011 N3 Kreutz nella sua folle corsa verso il Sole. “E’ stato molto sorprendente vedere questa cometa“, dice al sito Space.com Karel Schrijver, un astrofisico presso il Lockheed Martin Advanced Technology Center di Palo Alto, in California.

Si tratta di un oggetto di circa 60.000 tonnellate e di circa 50 metri di diametro, ma se lo si confronta con il Sole, che può facilmente contenere un milione di volte la Terra, è sorprendente che un tale piccolo oggetto possa brillare abbastanza da essere visto“. Schrijver è l’autore principale dello studio della disgregazione della cometa. Gli scienziati hanno pubblicato i dettagli dei loro risultati nel numero odierno della rivistaScience. La cometa era stata individuata lo scorso 4 Luglio, due giorni prima della sua distruzione. Inizialmente aveva una coda di 10.000 Km, e si è diretta verso il Sole ad una velocità di 2,1 milioni di Km/h. Durante gli ultimi 10 minuti di osservazioni, la cometa ha perso da 700 mila a 70 milioni di chilogrammi. “Siamo stati in grado valutare la sua lunghezza tra 9 e 45 metri, con una maggiore probabilità al limite superiore di tale intervallo,” ha detto Schrijver. “Ed è molto probabile che pesava circa 70.000 tonnellate, dandogli circa il peso di una portaerei“.

Il 6 luglio la cometa è riuscita a raggiungere in profondità l’atmosfera solare, a circa 100.000 km dalla superficie. Mentre si avvicinava a quel punto, si è rotta in tanti pezzi di grandi dimensioni che variano da piccoli granelli di polvere fino a circa 45 metri di larghezza. Poi si è completamente vaporizzata. Dato che le comete risalgono alle origini del sistema solare, i dettagli sulla loro agonia potrebbero portare ad una migliore comprensione di come i pianeti si siano evoluti da gas e polvere protoplanetaria. Il comportamento di queste comete mentre pascolano nei dintorni del sole potrebbero anche far luce sulla misteriosa alta atmosfera.

Gli scienziati normalmente non sono in grado di vedere questa parte del sole perché la sua luce non è abbastanza luminosa per i telescopi, ed è inoltre troppo vicina per poterla osservare con gli strumenti che bloccano il disco luminoso della nostra stella, dice Schrijver. Capire come funziona l’atmosfera del Sole potrebbe a sua volta rivelare di più sulla superficie turbolenta, dalla quale possono scoppiare eruzioni solari che periodicamente colpiscono il nostro pianeta, generando tempeste geomagnetiche e aurore polari.

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Fonte: http://www.meteoweb.eu/2012/01/per-la-prima-volta-ripreso-lo-scontro-di-una-cometa-radente-sul-sole/111796/

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