Videogiochi per imparare la scienza: mettiti alla prova anche tu

Diciamolo, chi è che non sarebbe mai voluto essere Garry Kasparov, alle prese con la sfida mozzafiato contro  Deep Blue, il calcolatore dell’Ibm addestrato per battere gli umani a scacchi? Devono forse aver pensato anche a questo i ricercatori sparsi per il mondo che, per far fronte a diversi problemi complessi scientifici irrisolti, ci si potesse appellare alle capacità cognitive di giocatori di videogame e al loro spirito di competitività, più che a dei calcolatori. Ormai da qualche anno, infatti, gruppi di scienziati e sviluppatori informatici esperti in messa a punto di videogiochi creativi, hanno iniziato a pensare che una comunità di incalliti videogamers potesse essere più capace (e più veloce) nel riuscire a sbloccare questioni in stallo della scienza, come la ricerca della giusta conformazione di una certa proteina o di piccole molecole di rna di sintesi, oppure come l’allineamento di sequenze di dna multiple.

Questi compiti possono essere svolti dai più potenti calcolatori, ma potrebbe significare impiegarci moltissimo tempo per l’immensa quantità di calcoli sottesa alla risoluzione del problema.

O più semplicemente la resa potrebbe essere minore rispetto alla soluzione trovata dal cervello umano, raffinato dall’evoluzione per compiere compiti cognitivi complessi, quale per esempio la visualizzazione e quindi il riconoscimento di schemi o motivi ripetitivi in mezzo a una moltitudine di altri dati, numeri o lettere.

L’esperimento pare essere riuscito perché sono sempre più numerosi i gamers amatori della scienza che si cimentano a sbrogliare matasse e risolvere rompicapo in ipotetiche sfide con moderni Deep Blue e altri giocatori in ogni angolo del mondo. Con la consapevolezza che il risultato è ben di più di unoscore alto: il contributo all’avanzamento scientifico può anche sfociare (in qualche caso) nella citazione come autore in una pubblicazione scientifica, come vi abbiamo raccontato nel caso dell’Hiv. Per chi sta già scaldando i pollici e aguzzando la vista ed è pronto al gioco, di seguito forniamo un elenco degli esempi più giocati. 

Fold.it
Sapere la sequenza aminoacidica (i mattoncini che formanno le proteine) di una proteina è un dato insufficiente per conoscere come funzioni. Il bello viene quando questa sequenza lineare deve diventare una massa tridimensionale. Come si ripiega? Che conformazione prenderà perché possa essere attiva? Tutti questi crucci potrebbero trovare una risposta tramite il videogame Fold.it (ora in versione beta), messo a punto dal Center for Game Science all’ Università di Washington, in collaborazione con il dipartimento di biochimica.

Gli appassionati di questo gioco in tutto il mondo sono ormai più di 350 mila, forse anche perchè risolvendo rompicapo in 3D della struttura di alcune proteine il risultato scientifico è stato ampiamente raggiunto e riconosciuto. Fold.it vanta infatti già diverse pubblicazioni scientifiche su riviste scientifiche di grande calibro, come NatureProceedings of the National Academy of Science (Pnas), in cui la comunità dei videogamers compare come co-autore al pari dei ricercatori che hanno raffinato la struttura e ne hanno studiato le proprietà biochimiche.

EteRNA
L’esperimento Fold.it ha fatto scuola, perché sulla base dell’intuizione di questo videogioco, EteRNA mira a ottenere gli stessi risultati ma utsando molecole di rna stabili, che possano essere poi sintetizzate dai ricercatori della Carnegie Mellon University e la Stanford University a capo del progetto (è appena partita la fase beta del protocollo di sintesi degli rna disegnati dai giocatori, che punta a sintetizzare in laboratorio in futuro fino a 20mila molecole al mese). Come, si spiega nel gioco, l’idea di usare un videogioco per risolvere rompicapo su strutture di rna nasce dal presupposto che la mente umana sia più duttile e predisposta a svolgere la risoluzione di questi problemi rispetto a un calcolatore.

Phylo
Se questo videogame sull’allineamento delle sequenze multiple di dna, rna e proteine vi appassiona, sappiate che esiste anche una versione mobile per risolvere appaiamenti ovunque. L’obiettivo di Phylo è proprio questo: riuscire ad appaiare sequenze per identificare regioni di similarità, che possono dare informazioni per esempio sulla condivisione di sequenze tra specie diverse (tracciando un quadro filogenetico), o anche capire da dove nascono alcune mutazioni, alla base di alcune malattie genetiche. Il gioco è ideato dal Center for BioInformatics della McGill University.

Zooniverse
Galaxy Zoo
Con più di 500mila giocatori in tutto il mondo, Zoouniverse è conosciuto anche come uno dei progetti apripista della cosiddetta citizen science, cioè la ricerca condotta da cittadini amatori. Le origini di Zoouniverse risalgono al 2007, quando il singolo progetto Galaxy Zoo portava i giocatori a competere per classificare galassie sconosciute secondo la loro conformazione, a partire dalle immagini dell’archivio della Nasa scattate dall’Hubble Space Telescope. A questo gioco si sono poi uniti diversi progetti simili, su pianeti e sullo studio della luna (MoonZoo). Più recentemente, si sono aggiunti anche giochi su clima (attraverso I reperti delle osservazioni delle navi mercantili nel corso della storia) e sulla classificazione di tracce archeologiche.

MoonZoo
Classificare le foto della Nasa della superficie lunare? Un gioco da ragazzi per i partecipanti a MoonZoon, visto che hanno già messo ordine a 2.828.624 foto. Non è un classico videogioco, ma di fatto è una sfida che si basa sulla capacità di raccogliere informazioni descrittive dettagliate da parte dei giocatori per creare un database accurato delle immagini della superficie del nostro satellite.

 

Fonte: http://daily.wired.it/news/scienza/2012/01/09/videogiochi-scienza-informatica-19891.html

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *