Kepler della Nasa scopre altri due fratelli della Terra: 20e e 20f

Il telescopio spaziale della Nasa Kepler ha messo a segno un altro colpo molto importante per la scienza mondiale. Solo due settimane fa infatti la sonda aveva scoperto un pianeta, denominato Kepler-22b, definito subito il più simile o somigliante alla Terra finora conosciuto. Questo corpo celeste dista dal “suo” Sole cieca 290 giorni, ha il raggio 2,4 volte quello terrestre, si trova a 600 anni luce dalla Terra e, vista la distanza dalla sua stella che ha una luminosità del 25% inferiore a quella del Sole, potrebbe avere sulla sua superficie acqua allo stato liquido grazie anche al fatto che la sua temperatura superficiale media sia di circa 22 gradi.

Ebbene ora la sonda Kepler ha scoperto altri due pianeti, Kepler-20f e Kepler-20e, che in passato avrebbero avuto le condizioni necessarie e sufficienti per ospitare la vita, cosa non più possibile ora che sono troppo vicini al sole.

La scoperta è sta pubblicata su Nature, e si deve a un gruppo di ricerca coordinato dall’astronomo Francois Fressin, del centro americano per l’astrofisica Harvard-Smithsonian. I ricercatori hanno dimostrato che in passato i due pianeti si trovavano nella “fascia di Goldilocks”, e potevano così avere le condizioni giuste di temperatura per consentire la presenza di acqua liquida e dunque di vita.

La composizione dei due pianeti è molto simile alla Terra, avendo un nucleo in acciaio ed un guscio esterno di  silicati (che sono i minerali più diffusi sulla Terra).

I due pianeti sono i più piccoli pianeti esterni al Sistema Solare finora scoperti. Il loro raggio è rispettivamente 0,87 e 1,03 volte quello della Terra e sono probabilmente rocciosi, come la Terra. I pianeti fanno parte dello stesso sistema solare e orbitano intorno alla stella Kepler-20: un astro un po’ più freddo del Sole che si trova a 950 anni luce dalla Terra.

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