Ricerca: nuovo metodo per valutare preventivamente la magnitudo dei terremoti

E’ una nuova tecnica sviluppata dai ricercatori guidati da Arthur McGarr, un geologo del US Geological Survey di Menlo Park, California. Il loro lavoro è stato presentato in occasione della riunione annuale della American Geophysical Union a San Francisco, in California. Si tratta di un metodo che potrebbe aiutare gli ingegneri nel prevedere la magnitudine dei terremoti in un tempo di reazione rapidissimo. Secondo i ricercatori, con questa tecnica nel caso del recente terremoto in Giappone, si sarebbe ridotto il tempo necessario a stimare la portata del terremoto dai 20 minuti a soli 2-3 minuti, permettendo dunque di gestire in maniera più rapida e tempestiva l’emergenza di quanto non lo sia già stato.

La tecnica sviluppata consiste nel collegare in tempo reale i dati provenienti dagli strumenti sismici e da quelli che rilevano il movimento assoluto del suolo.

Gli strumenti sismici attualmente utilizzati sono molto sensibili e hanno difficoltà a discriminare tra i grandi terremoti di magnitudo 7 o superiore nei primi secondi o minuti di un terremoto, perché l’agitazione va semplicemente fuori scala. Nel caso del terremoto 2011 marzo Tohoku in Giappone, per esempio, l’Agenzia Meteorologica del Giappone ha stimato una magnitudo del terremoto pari a 6.8 dopo 38 secondi e pari a 8 dopo pochi minuti, dice Bock. Purtroppo dopo circa 20 minuti dall’inizio del terremoto si potè stimare la magnitudo reale che era pari a 9, circa 30 volte più forte della magnitudo 8.

In questo caso, accoppiando tali dati con quelli degli accelerometri e degli apparecchi GPS, si avrebbero risposte più veloci, in quanto già nei primi 100 secondi del terremoto si potrebbero verificare spostamenti del terreno anche pari a 1,5 metri nei casi più forti e ciò porterebbe ad un allarme immediato. Affinchè il tutto funzioni però c’è bisogno che gli strumenti gps siano installati nelle immediate vicinanze dei sismometri. Purtroppo solo pochi posti sono adatti per installare insieme gps e dispositivi antisismici. In alcuni luoghi, per esempio, non c’è abbastanza terreno per installare il kit necessario di strumenti.

 

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