Rospi e serpenti sono capaci di prevedere i terremoti? Ecco perchè

Sembrerebbe proprio di si ma in questi casi il condizionale è d’obbligo. Diciamo innanzitutto che da sempre i giornali, successivamente ad eventi catastrofici, riportano notizie secondo cui alcuni animali avevano avuto dei comportamenti alquanto strani prima dell’avvenire del terremoto. Alcuni esempi tipici sono cani che si agitano e si mettono sul terreno a pancia in su guardando il cielo, gatti che rifiutano la loro ciotola del latte o addirittura serpenti che durante il loro letargo invernale abbandonano le loro tane alla ricerca di luoghi più sicuri sfidando le temperature sotto lo zero. C’è molta letteratura e molti esempi in tal senso ma non si è mai capito quanto questi segnali fossero attendibili in quanto molto spesso questi segnali vengono dagli animali ma poi non sempre succede qualcosa, per fortuna.

Si sa infatti che gli animali riescono a sentire suoni che all’orecchio umano non arrivano in quanto l’uomo non riesce a sentire oltre i 16000 –20000 Hz, a differenza dei cani che arrivano fino a 60000 Hz e dei gatti che addirittura hanno un limite di 70000 Hz: magari a quelle frequenze un eventuale terremoto emette suoni che questi animali riescono a sentire e noi no.

Alcuni segnali ci vengono dalla fisica della Terra, come la variazione delle falde idriche o l’aumento della conducibilità elettrica delle rocce del sottosuolo ma nessuno di essi riesce mai a predire inequivocabilmente l’avvicinarsi di un terremoto.

Altre teorie ci dicono che in prossimità dell’evento di un terremoto ci sia una forte emissione di odori che possono essere rilevati solo dalla sensibilità olfattiva degli animali. Quale è dunque la verità?

 

Secondo uno studio recente pubblicato sull’International Journal of Environmental Research and Public Health si ha una percezione dell’avvicinarsi di un terremoto quando i rospi lasciano i loro stagni o i serpenti abbandonano le loro tane in inverno nonostante il letargo. Nell’aprile 2009 all’Aquila una colonia di rospi composta si allontanò da uno stagno nell’arco di soli 3 giorni. Anche nel 1975 in Cina avvenne una cosa simile con i serpenti che lasciarono le loro tane e sfidarono le temperature gelide per allontanarsi e cercare un logo sicuro. Lo studio attuale, guidato dal geofisico Freund, ipotizza che ci sia un collegamento di tali comportamenti con un meccanismo chimico che derivi da rocce poste sotto stress a causa della pressione di un terremoto. Secondo il geofisico,  le rocce rilascerebbero delle particelle cariche chem una volta arrivate a contatto con l’aria, si trasformano in ioni positivi generando tutta una serie di eventi chimici che andrebbero a modificare la materia organica disciolta nell’acqua degli stagni rendendoli tossici per alcune specie acquatiche e inducendo gli animali a trovare nuovi luoghi. Serviranno ulteriori studi per confermare tutto ciò.

Purtroppo in questi giorni si stanno verificando diversi sciami sismici nelle aree del Pollino, ma per ora nessun segnale preoccupante. La situazione è controllata dall’Ingv che sta provvedendo ad installare 4 nuovi sismografi nelle zone RotondaOrsomarsoCastelluccioSanta Domenica Talao. Si spera che tutti questi studi ci aiutino in futuro a prevedere questi eventi con sempre maggiore attendibilità e precisione.

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