Astronomia: l’incontro con Lutetia, un fossile del nostro sistema solare

Fonte: NASA

L’asteroide Lutetia è stato incontrato dalla sonda europea Rosetta nel 2010. Science dedica a questo la sua copertina e tre articoli di cui uno ha una importante partecipazione italiana con gli esperti dell’Istituto Nazionale di Astrofisica. L’Esa, grazie ai dati ricevuti, fa sapere che l’asteroide somiglia ad un planetesimale più che agli altri asteoridi che popolano la fascia principale tra Marte e Giove, dove sono presenti molti pezzi rocciosi più grandi. Questa distinzione e’ importante, sottolineano gli esperti, perche’ i planetesimali sono veri e propri fossili del Sistema Solare, testimoni della sua formazione, ma anche le prime unita’ che collidendo e aggregandosi hanno dato vita ai pianeti. Lutetia misura 121 chilometri di lunghezza e sulla sua superficie è presente uno strato di regolite. Grazie allo strumento Virtis a responsabilita’ Inaf e finanziato da fondi dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), il gruppo italiano coordinato da Angioletta Coradini, scomparsa di recente, ha studiato temperatura e composizione della superficie di Lutetia.

L’asteroide non sembra essere stato modellato dall’acqua. Grazie a queste osservazioni, spiega l’Istituto di astrofisica, “è stata ottenuta la mappatura della temperatura superficiale dell’asteroide, che oscilla tra -210 e -28 gradi centigradi, e analizzata la composizione della sua superficie che risulta essere molto simile a quella di meteoriti primitive“.

La sonda dell’Esa, si trova ora in viaggio verso il suo obiettivo scientifico principale, la cometa Churyumov-Gerasimenko che incontrera’ nel 2014. L’analisi delle misure raccolte dicono che alcune regioni della sua superficie sono databili a circa 3,6 miliardi di anni, un’eta’ che lo pone tra i primi corpi che hanno popolato il nostro Sistema solare. Un’altra caratteristica saliente di Lutetia – prosegue l’Inaf – è la sua elevata densita’, pari a 3,4 grammi per centimetro cubo. Per paragone, la densita’ media della Terra e’ di 5,5 grammi per centimetro cubo. Questo valore così elevato potrebbe far supporre che Lutetia nel corso della sua evoluzione abbia subi’to un processo di fusione interna, dovuta al riscaldamento generato dal decadimento di materiali radioattivi presenti nella sua struttura”.

Fonte: Astronomia: l’incontro con Lutetia, un fossile del nostro sistema solare | Meteo Web.

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