Un drone protagonista della cattura di Gheddafi


Dal Pentagono, in realtà, ancora non arrivano conferme definitive, ma è molto probabile che a sorvegliare dal cielo la processione del convoglio di Gheddafi fuori Sirte, poco prima della sua morte, fossero proprio i temibili Predator: i droni Usa che hanno affiancato le forze aeree della Nato durante tutti i mesi della guerra. Tra tutte le armi utilizzate per dare la caccia al Colonnello, questi aeromobili a controllo remoto hanno avuto certamente la parte dei protagonisti. Sembra che il Predator abbia sorvolato due volte la processione di macchine in uscita da Sirte, aprendo il fuoco, ma senza distruggere i veicoli. A completare l’opera avrebbero pensato le forze di terra.

I Predator sono droni nati per effettuare voli di ricognizione e solo successivamente sono stati equipaggiati con missili Hellfire e convertiti in armi. Dando un’occhiata ai numeri, di tutti i 397 attacchi sferrati dagli Stati Uniti a partire da aprile, quasi la metà è arrivata dai Predator. Per l’esattezza 145. quasi il triplo dei 57 attacchi lanciati quest’anno dalla United States Air Force in Pakistan e decisamente molti anche rispetto ai 117 attacchi verificatesi in tutto il 2010 in questa regione dell’Asia meridionale.

D’altra parte, questi aeromobili senza equipaggio e a pilotaggio remoto si sono rilevati perfetti per le operazioni militari nelle città: possono volare bassi garantendo una migliore visibilità e, soprattutto, non hanno bisogno di continui rifornimenti.

Ma hanno anche delle debolezze. Come il virus che sembrerebbe aver mandato in avaria la cabina di uno dei droni. L’Aeronautica Militare degli Stati Uniti ha minimizzato il caso, bollando l’incidente come una ” seccatura”, ma il dubbio che qualche virus potesse far saltare i circuiti dei droni ha fatto preoccupare non poco l’opinione pubblica.

Comunque, l’allarme è rientrato. Su Wired.com Spencer Ackerman fa provocatoriamente notare che per Obama quella in Libia non è mai stata una guerra americana: comparando tutti i voli militari degli aerei Nato con quelli statunitensi, infatti, c’è una discrepanza significativa: 7.793 contro 1.825. Tralasciando la questione se esista davvero un numero sufficiente di attacchi militari per definire una guerra tale, ora la domanda che si fanno gli americani è un’altra: visto che sino a oggi la Libia è costata agli Stati Uniti 1,1 miliardi di dollari, quando rientreranno gli aerei dell’Air Force? Il Pentagono ancora non risponde.

Fonte: Un drone protagonista della cattura di Gheddafi – Wired.it.

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