Il famoso Rosso Pompeiano, in realtà è un giallo!

Questa è l’interessantissima scoperta effettuata dall’Istituto Nazionale di Ottica del CNR di Firenze in collaborazione con l’Università ‘Suor Orsola Benincasa’ di Napoli e promossa dalla Soprintendenza di Napoli e Pompei. Come ben si sa, da sempre artisti e studiosi dell’arte si sono chiesti quale fosse la sua natura, l’origine del colore cardine della pittura murale dell’arte romana e delle ville campane.

Dalla ricerca condotta sul famosissimo colore, il rosso pompeiano, quello con intensità tendente al mattone che caratterizza le pareti delle ville di Ercolano e Pompei, è emerso che questo in realtà, è un giallo che pare si sia degradato, forse a causa dei gas emessi dal Vesuvio durante l’eruzione. Con le indagini eseguite infatti, non state ritrovate tracce di elementi chimici riconducibili ai pigmenti rossi utilizzati all’epoca, come il minio ed il cinabro. Il pigmento è quindi un giallo, presumibilmente un’ocra degradatasi dai gas dell’eruzione. L’ocra gialla infatti, cambia colore solo per effetto della temperatura, come aveva già descritto ampiamente sia da Vitruvio che da Plinio. Questo risultato è stato ottenuto grazie all’utilizzo di tecniche di analisi non distruttive e non invasive, come la spettrofotocolorimetria per la misura del colore e la fluorescenza ai raggi X, che ha consentito di rivelare la presenza di elementi chimici per escludere i pigmenti rossi.

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