Tutti pensano a Uars ma nel 2036 arriverà Apophis, forse potente quanto una bomba atomica

Tutti in queste ore stanno seguendo le news che si susseguono su Uars, il satellite che tra qualche ora cadrà sulla Terra e forse anche in Italia ma che probabilmente non  dovrebbe causare danni e sottovalutano invece Apophis, come invece ricordato dalla celebre Margherita Hack nei giorni scorsi.

E’ il nome di un asteroide che  intercetterà l’ orbita della Terra nel 2036 e, se dovesse cadere sul nostro pianeta, l’impatto stimato potrebbe generare un’energia pari a circa 87o megatoni, ovvero 65.500 volte la bomba atomica di Hiroshima. l’impatto è previsto per il 13 aprile 2036. Ma non è detto che colpirà la Terra, magari passerà molto vicino. Riportiamo infatti un articolo tratto da http://daily.wired.it/news/scienza/fine-del-mondo-l-asteroide-apophis-non-ce-la-fara.html

Fine del mondo: l’asteroide Apophis non ce la farà

L’asteroide Apophis si avvicina a noi, minacciando di distruggere la Terra.

21 dicembre 2009 di Claudio Ferri

Decretare la fine del mondo sembra essere una sfida tra l’uomo e le stelle. Se da un lato l’umanità appare votata all’autodistruzione con il suo ottuso sfruttamento dell’ambiente, dall’altro il sistema solare riceve periodicamente la visita di asteroidi che minacciano di collidere con il nostro pianeta.

Tolti i risvolti cinematografici, l’argomento Armageddon spaziale è effettivamente un elemento ricorrente nei discorsi degli scienziati mondiali, vista la grande quantità di oggetti che ci sfiorano ogni anno. Nonostante molti di loro non abbiano le dimensioni per nuocere realmente alla Terra, di certo la faccenda è estremamente studiata dagli astronomi, che controllano quotidianamente il traffico attorno al pianeta per prevedere eventuali tamponamenti catastrofici.

Quello che da qualche anno desta maggiori attenzioni e preoccupazioni è Apophis, scoperto nel 2004 ed eletto inizialmente da molti come il possibile distruttore del nostro pianeta nel 2029.

In questi giorni la NASA sembra però aver messo la parola fine sul destino di Apophis, facendo tirare un sospiro di sollievo alla Terra. Dagli ultimi calcoli, è ormai chiaro che l’asteroide non ci colpirà. Transiterà infatti a 30.000 km di distanza dal nostro caro pianeta.

Per tranquillizzare il mondo, il dipartimento Jet Propulsion Laboratory ha anche prodotto un filmato in 3D che ci mette nei panni di Apophis e ci illustra il suo percorso di avvicinamento. La visione mette comunque ansia e crea una suspance fino all’ultimo secondo. A guardarlo viene da dire “c’è mancato davvero poco”.

 

Al momento non sembrano esserci altri corpi celesti pronti a colpirci nell’immediato. Intanto per definire la pericolosità di un asteroide, gli scienziati hanno definito una scala precisa che categorizza i cosiddetti Potentially Hazardous Asteroids (PHA), nella quale vengono inseriti tutti gli asteroidi la cui traiettoria possa avvicinarli alla Terra a meno di 7.480.000 km ed il cui diametro sia superiore a 150 metri.

La lista stilata fino ad oggi comprende oltre 1000 asteroidi, ordinati in base alla pericolosità con cui si avvicineranno al nostro pianeta.

In realtà, anche nella peggiore delle ipotesi, Apophis non avrebbe comunque le dimensioni per distruggerci, né tantomeno per farci cadere in una nuova era glaciale, ma certamente potrebbe avere effetti catastrofici, considerando che il suo impatto avrebbe un equivalente di 1.480 megatoni, ovvero un’esplosione che sprigiona l’energia di 1.480.000.000.000 tonnellate di tritolo (basti pensare che nel 1883 l’eruzione di Krakatoa equivaleva ad “appena” 200 megatoni).

Lo spazio quindi cela sicuramente molti pericoli, ma le possibilità che questi ci colpiscano sono davvero bassissime. Per ora forse è meglio stare attenti che non sia l’uomo a porre fine alla sua stessa esistenza. (fonte: http://daily.wired.it/news/scienza/fine-del-mondo-l-asteroide-apophis-non-ce-la-fara.html )

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