Plastic2Oil: innovativo progetto supertecnologico che dai rifiuti plastici crea carburante

Fonte: www.architetturaecosostenibile.it
Da materiali plastici misti e non lavati si può produrre carburante, grazie all’innovativo progetto in grado di ricavare per ogni chilogrammo di rifiuti plasticiun litro circa di carburante pulito, con tecnologia a basso costo e con l’impiego di minima energia esterna. Il processo di trasformazione si chiama Plastic2Oil, da plastica a petrolio appunto, e il progetto appartiene all’azienda canadese John Bordynuik Incorporated (Jbi). Dai comunicati stampa dell’azienda si apprende che quotidianamente vengono lavorate 20 tonnellate di plastica sporca, da cui si ricava diesel, benzina, e alcuni idrocarburi gassosi tra cui metano, etano, propano butano.

Il processo Plastic2Oil, converte in un’ora 1800 libre (900 chili circa) di materiali plastici in carburante. Il 90 per cento della plastica viene trasformato in idrocarburi liquidi, l’8 per cento in combustibili gassosi, utilizzati per alimentare l’impianto, mentre il restante 2 per cento viene smaltito in discarica. I costi di conversione si mantengono bassi in quanto hanno bisogno di 67kwh di energia elettrica per far funzionare motori e pompe, e di circa $ 7/hr per l’avviamento a freddo con il gas naturale (se richiesto). A primo acchito si potrebbe pensare a un combustibile di scarsa qualità, invece quattro laboratori indipendenti Intertek, PetroLabs, Alberta Research Council, e Southwest Research Institute hanno constatato che il carburante prodotto supera l’Astm testing ossia un test di verifica della qualità dei materiali. L’intero processo ingegneristico, inoltre, è stato riconosciuto valido dall’IsleChem of Grand Island di New York. Il processo di trasformazione John Bordynuik Incorporated è attualmente in attesa del brevetto.


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