Scoperto un enorme pianeta costituito da diamanti

Il pianeta orbita attorno ad una stella di tipo pulsar a 4 mila anni luce di distanza dalla Terra, nella costellazione del Serpente. Ha una massa molto simile a Giove, nonostante le sue dimensioni siano abbastanza contenute, e la sua composizione è soprattutto caratterizzata da carbonio e ossigeno. In un lontano passato, probabilmente, era una stella massiccia, poi è si è trasformata in un pianeta con una peculiarità, essere composto principalmente di carbonio allo stato cristallino, di cui il diamante è una delle sue forme più pure. È questa la conclusione a cui è giunto un gruppo internazionale di ricercatori, tra i quali 4 radioastronomi italiani dell’Osservatorio Astronomico di Cagliari.
Il rilevamento della pulsar PSR J1719-1438 è stato realizzato utilizzando il radio telescopio da 64 metri di diametro di Parkes, in Australia, ed è stata confermata con il radiotelescopio Lovell nel Regno Unito e uno dei telescopi Keck alle Hawaii.
Le pulsar (stelle di neutroni in rapida rotazione) sono oggetti molto particolari e sono costituite da ciò che rimane di stelle massicce al termine del loro breve percorso evolutivo. La pulsar PSR J1719-1438 è una stella estremamente densa, stipando 1,4 masse solari in un diametro di soli 20 chilometri. Inoltre la sua velocità di rotazione ruota a una vertiginosa 10 mila volte al minuto, più o meno come l’albero motore di una fuoriserie.
La massa di questo oggetto è di poco superiore a quella di Giove, ma il suo diametro è inferiore alla metà di quello del pianeta gigante del Sistema Solare. Ne risulta una densità molto più elevata di quella caratteristica dei corpi di massa planetaria.
Data la densità del corpo celeste, i ricercatori hanno calcolato che la sua composizione è coerente con carbonio e ossigeno, e la sua storia potrebbe essere quella di una nana bianca la cui massa è stata parzialmente portata via dalla grossa attrazione gravitazionale della pulsar.
Se nel mantello esterno del pianeta ci fossero raggiunte in passato opportune condizioni di pressione, alcuni strati di grafite – spessi anche alcuni chilometri – potrebbero essere cristallizzati in diamanti.
La formazione di questo pianeta sarebbe a sua volta del tutto inusuale: rappresenterebbe, infatti, il residuo di una stella massiccia, la cui materia gassosa che costituiva gli inviluppi esterni è stata travasata per quasi il 100% verso la pulsar durante un processo, ormai concluso, che ha fatto accelerare questo oggetto supercompatto fino ad un periodo di rotazione di oltre 170 giri al secondo. In pratica, è stata denudata dalla stella compagna che al massimo le ha lasciato un sottilissimo velo atmosferico di qualche centinaio di metri di spessore, che avvolge un corpo solido eccezionale perché costituito in gran parte da carbonio e ossigeno allo stato cristallino: un gigantesco diamante cosmico.La scoperta è stata fatta durante una ricerca sistematica di pulsar scovando fra 200.000 gigabyte di dati raccolti dagli osservatori in giro per il mondo. I risultati sono stati pubblicati nel numero di questa settimana della rivista Science.

Fonti: gaianews.it; blog.focus.it

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