Nuovo centro per nanotecnologie a Milano: si punta sul fotovoltaico di terza generazione, sui materiali intelligenti e sui sistemi bioispirati

Inaugurato il centro per nanotecnologie di Politecnico di Milano e Istituto italiano di tecnologia. Punti di forza: il rientro di cervelli italiani e la spinta verso le applicazioni. Come nuovo fotovoltaico e materiali intelligenti

Celle fotovoltaiche piegabili, arrotolabili o spalmabili sulle pareti come vernice? Non è fantasia, anzi è una realtà che entrerà nel mercato nel giro di qualche anno – magari prima, vista l’attuale fame di rinnovabili – e che si tradurrà, fra le altre cose, in pannelli flessibili, removibili, adattabili alle superfici curve o ai tessuti, in altri colorati per integrarsi nelle pareti, in pellicole fotovoltaiche con cui ricoprire gli edifici, oppure in portable-energy devices per usi medio-piccoli, come carica-batterie o oggetti da campeggio solari che poi si arrotolano e si mettono in tasca.

A mandare in pensione il silicio contribuirà da oggi il nuovo Center for Nano Science and Technology of IIT@PoliMi, un’unità di ricerca all’avanguardia, appena inaugurata a Milano grazie alla partnership strategica fra il Politecnico e l’ Istituto italiano di tecnologiaEnergia smart materials, con particolare attenzione al fotovoltaico di terza generazione, sono i due grandi campi su cui si concentreranno gli sforzi dei 53 ricercatori previsti nel Centro (a oggi ne sono già arrivati 39, provenienti da otto paesi diversi). E nei 1.000 metri quadri di laboratori, fra strumenti di ultima generazione e lavagne dappertutto (” perché chi ha un’idea la possa scrivere subito“, spiegano), lavoreranno anche cinque cervelli in fuga italiani che fanno rientro da Oxford, Cambridge, Harvard e altre università, attratti da una proposta di alto livello in patria.

“La nostra missione è fare innovazione, passando dalle nano scienze alle nanotecnologie, partendo cioè dalla ricerca di base e arrivando a trovarvi delle applicazioni, con un lavoro che copra tutta la filiera: dalla progettazione, al design, alla fabbricazione di una molecola“, spiega Guglielmo Lanzani, coordinatore del Centro. E a rendere i risultati quanto più appetibili possibile per il mercato, è già pronta una rete di relazioni industriali con una decina di aziende, fra collaborazioni e partnership che punteranno, per esempio, a creare uno spin-off insieme a esperti di stampaggio per modificare dei macchinari e arrivare a stampare grandi rulli di celle solari plastiche.

Superato il collo di bottiglia maggiore del solare plastico, che è proprio lo stampaggio di grandi aree a piccolo prezzo, l’obiettivo sarebbe quello di commercializzare le celle fotovoltaiche polimeriche a un costo molto più basso dei moduli in silicio: Vorremmo scendere dall’attuale un dollaro per Watt, a circa 30 centesimi – illustra Lanzani  -. Certo, anche l’efficienza energetica dei nuovi materiali è più bassa, ma offrono in cambio grandi caratteristiche di duttilità“.

Altre ricerche del Centro milanese guardano invece ai materiali intelligentisistemi bio-ispirati, fra cui lo studio delle proprietà di adesione cellulare o l’utilizzo di molecole fotocromiche per rivelare le caratteristiche di un tessuto e, per esempio, effettuare endoscopie o diagnosi precoci dei tumori. Fra gli obiettivi più ambiziosi, uno su tutti è quello di realizzare la famosa retina artificiale, già balzata agli onori delle cronache non appena si sono stabilite le prime connessioni fra materiale fotovoltaico e neuroni di ratto.

Va da sé che tematiche di questo calibro, unite a un ambiente stimolante e di alto livello rendono il Centro molto attrattivo per la comunità scientifica internazionale, al punto da preferirlo anche ai laboratori di Harvard. È il caso di Emilio Parisini, biochimico laureato e dottorato a Bologna che ha poi passato 15 anni fuori dall’Italia, di cui gli ultimi otto nell’ateneo di Boston: ” Sono tornato a Milano perché avevo voglia di rientrare e contribuire alla scienza del mio paese – racconta -. Tantissimi altri ricercatori vorrebbero farlo, si tratta di creare le condizioni adatte e, magari, la meritocrazia. Qui le attrezzature sono pressoché uniche in Italia, come il laser al femtosecondo e il rifrattometro a raggi X di ultima generazione. E sono riuscito ad avere questo lavoro senza conoscere nessuno“.

Fonte: http://italianvalley.wired.it

 

3 comments for “Nuovo centro per nanotecnologie a Milano: si punta sul fotovoltaico di terza generazione, sui materiali intelligenti e sui sistemi bioispirati

  1. Daniele Picasso
    2015-03-18 at 11:04

    I problemi inerenti lo sviluppo futuro del fotovoltaico sono legati alla adattabilità all’edificio.
    Ad esempio, per coperture di edifici del tipo villino: sarebbe bello avere dei piccoli pannelli tipo tegole o lastre in ardesia, somiglianti esteticamente alle originali.
    Altro esempio, poter realizzare le ringhiere con elementi fotovoltaici. Ecc. ecc.
    Immagino che sia possibile raggiungere buoni risultati.
    Buon lavoro al centro di Milano!

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