Biocarburanti dal grasso di pollo

Fonte: www.architetturaecosostenibile.it

In Italia come si comporta il governo in tema di biocarburanti? Si prevede che se non dovessero intervenire delle politiche intelligenti i biocarburanti potrebbero “costare” (non solo in termini di denaro liquido) anche più CO2 di quelli fossili. Secondo gli studi delle associazioni ambientaliste entro il 2020 l’Italia sarà il quarto produttore in Europa di gas serra legati ai biocarburanti, con una produzione di emissioni che potrà variare dai 2,6 ai 5,2 milioni di tonnellate di CO2 all’anno.La soluzione pare essere una sola: non trovare forme alternative o sostitutive ai carburanti fossili ma imparare a vivere secondo logiche di produzioni che sappiano essere scaltre e intelligenti ed essere in grado di far evolvere la nostra società riducendo il fabbisogni di carburanti, di qualsiasi genere, optando per forme di mobilità sostenibili ed evitando sprechi energetici di qualunque tipo! Privilegiare prodotti da terre non utilizzate in precedenza, dalla rotazione o ancora da materiali di scarto non solo delle colture. Tutto il grasso animale non adatto al consumo umano infatti può essere utilizzato per produrre biodiesel, e in Australia sono stati avvitai diversi progetti che puntanoa riciclare gli scarti della lavorazione dei mattatoi. Negli USA alcun scarti di origine animale – in particolare una miscela di grasso di pollo e manzo impiegata in via sperimentale come combustibile per i jet – che i test della NASA sembrano dare notizie rincuoranti per l’ambiente: i biocarburanti di origine animale risulterebbero più puliti e rilascerebbero una quantità minore di inquinanti nell’atmosfera, in particolare per quanto riguarda gli ossidi di azoto (particolarmente nocivi in quanto contribuiscono allo smog e aumentano i problemi respiratori e cardiovascolari), le particelle di nerofumo e gli idrocarburi incombusti.

Un esperimento – quantitativo e qualitativo – dell’uso della miscela di grasso di pollo e manzo, alla base del carburante Hydrotreated Renewable Jet Fuel [Hrj]per alimentare un motore è stato fatto mettendolo a confronto e con il Jet Propellant 8 (Jp-8) (simile al carburante utilizzato per aerei commerciali). Un secondo test è stato effettuato con una miscela al 50% dei due carburanti. Secondo il capo degli sperimentatori della Nasa nel motore che ha bruciato l’Hrj leemissioni di nerofumo sono state inferiori al 90% con il motore al minimo e del 60% alla massima potenza di decollo, e inoltre sono state rilevate emissioni minori anche di solfati, aerosol organico e altre particelle pericolose.

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