Dalla ricerca italiana uno speciale batterio ripulisce gli affreschi del Campo Santo di Pisa

Ne avevamo già parlato tempo fa, con il Micro4yoU, un batterio capace di rimuovere dalle superfici litoidi le cosiddette “croste nere o patine nere” e le altre alterazioni costituite da nitrati e materiali organici, formate a causa dell’inquinamento atmosferico. Ora ritorniamo sull’argomento con una notizia molto simile e alquanto importante. Si tratta di batteri che saranno utilizzati per ripulire gli affreschi. La tecnica è tutta italiana ed e’ stata usata in una chiesa di Valencia e ora e’ stata adottata anche per il Campo Santo di Pisa.
I microrganismi sono stati messi a punto dal microbiologo Giancarlo Ranalli, dell’universita’ del Molise, e hanno il vantaggio di non essere pericolosi per l’uomo e di essere altamente selettivi. Il microrganismo utilizzato nella chiesa spagnola fa parte della famiglia degli Pseudomonas ed e’ stato usato in un gel. Il restauro a Pisa e’ appena cominciato e andra’ avanti per almeno altri 2 o 3 anni. A seconda del batterio scelto si possono eliminare sostanze diverse.Una volta ripulito l’affresco questi batteri possono essere facilmente rimossi senza prodotti di scarto o residui.

Già si pensa alle possibili eccezionali applicazioni di questi speciali batteri ammaestrati: magari un giorno si potranno utilizzare per ripulire oceani o bonificare aree contaminate. Complimenti agli scienziati ed ai ricercatori che hanno realizzato questa eccezionale invenzione.

 

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