Ultime novità sul Quarto Conto Energia: Assosolare chiede chiarezza al Gse

Il quarto conto energia lascia non pochi dubbi e diverse modalità di interpretazione su molti punti. Assosolare non ci sta e chiede chiarezza in tempi rapidi al Gse. Altre associazioni si dice che potrebbero addirittura ricorrere alle vie legali per sostenere i propri imprenditori ed i loro investimenti.

Assosolare ha inoltrato al Gse e al suo presidente Gerardo Montanino, proprio nel giorno dell’entrata in vigore del decreto,Richieste di chiarimenti in merito al DM 5.5.2011, al D.Lgs. 28/2011 e alle Regole tecniche per l’iscrizione al registro per il grandi impianti fotovoltaici”.

 

 

Il Registro per i grandi impianti è uno dei principali quesiti che asso solare chiede di risolvere al Gse. Le linee guida sono state emesse ma risultano ancora poco chiare e mettono in difficoltà gli operatori sia per quanto riguarda le tariffe incentivanti a cui si potrà accedere nelle varie e numerose casistiche possibili, sia per quanto riguarda le modalità di calcolo ai fini del raggiungimento dei tetti di spesa previsti.”

Poco chiaro anche il campo di applicazione del premio del 10% previsto per gli impianti fv il cui costo di investimento per quanto riguarda i componenti sia per almeno il 60% riconducibile ad una produzione realizzata nell’Unione Europea. Più nel dettaglio, “non risulta chiara – spiega Assosolare – la tipologia di certificati richiesti, né i contenuti e i criteri del certificato di ispezione di fabbrica al fine di consentire il rilascio del certificato da parte di organi certificatori riconosciuti, né quali siano tali organi certificatori. Non è chiaro fin dove si spinga la definizione di componente (se si pensa ad…

 

Ecco la posizione di Assosolare riguardo a questo ultimo quesito.

Non risulta chiara la tipologia di certificati richiesti (in particolare, il certificato di ispezione di fabbrica).Non sono chiari i contenuti e i criteri del certificato di ispezione di fabbrica al fine di consentire il rilascio del certificato da parte di organi certificatori riconosciuti, né quali siano tali organi certificatori. Inoltre, oltre a non essere riportata la definizione di “componente” tra le “definizioni” di cui all’Art. 3, non è chiaro dove si spinga la definizione di componente. Se si pensa ad esempio ad un pannello, il componente è il pannello stesso o il singolo elemento costitutivo (ad esempio la cella?). Da che fase di lavorazione e a che grado di “sub componente” ci si deve riferire? Quali sono i parametri e gli indicatori di “riconducibilità”? Ad esempio, se un’azienda extra UE apre una linea di assemblaggio in Italia o acquisisce un produttore di pannelli in UE, il pannello che esce dalla linea è ammesso al premio?

Si richiede di specificare, anche attraverso la pubblicazione di linee guida, le modalità, i parametri e la documentazione di supporto necessarie ai fini del premio di cui all’Art. 14.1.d. In particolare si chiede di chiarire:

• i contenuti e i criteri del certificato ispettivo

• quali siano gli eventuali organismi certificatori

• il significato di “componente diverso dal lavoro”.

• il significato di “60% riconducibile ad una produzione realizzata all’interno della Unione  europea”.

• quali attestati e/o certificazioni e/o documentazione di supporto debba essere fornita a carico (i) del produttore del componente e (ii) del soggetto responsabile che richiede al GSE il premio, a dimostrazione della suddetta riconducibilità”.

Fonti: assosolare,greenbiz, zeroemission

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