Come funziona il forno solare

Fonte: www.architetturaecosostenibile.it

 

Il primo forno solare fu inventato da Horace de Saussure, un naturalista svizzero, nel 1767.

Esistono tre tipologie di forni solari:

  • a scatola” che hanno il vantaggio di cuocere sempre e lentamente una grossa quantità di cibo senza aver bisogno di essere riposizionati per seguire la direzione dei raggi solari;
  • a pannelli” sviluppati da Roger Bernard in Francia. In questo tipologia i pannelli riflettenti concentrano i raggi solari su di una pentola contenuta in un sacchetto di plastica trasparente o sotto una coppa di vetro. Sono forni molto economici e facili da costruire.
  • parabolici” composti da specchi concavi che concentrano i raggi sul fondo di una pentola. La cottura dei cibi è molto veloce grazie alle alte temperature raggiunte (fino a 200°C in condizioni di cielo sereno) ma la costruzione di questi forni richiede più attenzione.

Il vantaggio di questi quindi, sostanzialmente, è che sono facili da costruire, sono economici e fanno risparmiare energia. La temperatura raggiunta da un forno a scatola o da un forno a pannelli, che dipende dal numero e dalle dimensioni dei riflettori usati, può arrivare di solito a circa 150 °C, ma bisogna tenere presente che le alte temperature utilizzate dai forni normali sono raggiunte per fare delle dorature o per gratinare il cibo. In realtà infatti si potrebbe cuocere tranquillamente a 90°C.

Anche i materiali utilizzati sono molto economici. Spesso infatti, al posto del legno, viene utilizzato semplice cartone. Leggi l’articolo completo su www.architetturaecosostenibile.it

 

 

 

 

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