Internet a scuola: non bastano gli strumenti, è un fatto di cultura

Digital divide tecnologico e digital divide culturale. Anche nelle scuole. Il primo è superabile con investimenti di tipo economico, il secondo con una massiccia operazione di formazione e sensibilizzazione del personale docente e di sviluppo di nuove pratiche di apprendimento. Pochi giorni fa il ministro Brunetta ha annunciato: “Wifi nelle scuole di tutta Italia”. Entro il nuovo anno scolastico saranno collegate a Internet 5mila scuole che, sul finire del 2012, raddoppieranno. Si procede dunque a piccoli passi: 800 scuole hanno già prenotato il loro collegamento alla Rete. La spesa complessiva è di 10 milioni di euro. Un impegno significativo in un Paese dove esistono già esperimenti ben riusciti di didattica 2.0, più di quanti se ne possano immaginare. Uno di questi, è l’istituto elementare Mario Rapisardi di Palermo dove la maestra Giusi ha avviato per i suoi piccoli studenti un percorso di familiarizzazione alle nuove tecnologie, a partire dalla prima elementare fino alla quinta. La maestra è diventata una vera e propria icona 2.0: ha aperto un blog che utilizza giornalmente come nuova modalità didattica, per insegnare le materie di studio, ma anche per rafforzare i rapporti con i suoi piccoli studenti-blogger. “Le scuole hanno il dovere sociale di portare al proprio interno innovazione tecnologica – ha detto la maestra Giusi nel corso del suo intervento durante la tappa palermitana del Tour dei Mille (http://www.youtube.com/watch?v=kD3Vim7GuhM) – ed io mi sono fatta portatrice di questa esigenza, aprendo un blog che racconta le iniziative svolte dai miei giovani studenti in ambito scolastico”. “Il blog – ha proseguito – è una vetrina delle iniziative nel campo della legalità, del giornalismo, del diritto svolte dai bambini a scuola, ma anche un luogo trasparente in cui mettere al corrente i genitori di quello che studiano i loro figli”. Telecom ha premiato l’iniziativa della maestra, riconoscendole un assegno di 30mila euro per ampliare e rafforzare la sperimentazione nel suo istituto. Un caso assolutamente riuscito di scuola 2.0 in cui il digital divide è stato superato grazie ad un corpo docente attento alle nuove tecnologie ed alla sensibilità di imprese private che incoraggiano lo sviluppo e l’ampliamento tecnologico nei luoghi di formazione del sapere.

 

 

 

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