La posizione del Quirinale sul decreto taglia incentivi delle rinnovabili

La Camera ha approvato giorni fa una mozione bipartisan sulle energie rinnovabili nella quale impegna il Governo a salvaguardare gli investimenti del settore correggendo il recente decreto legislativo, oggetto di non poche polemiche e manifestazioni di tutti gli addetti ai lavori.
In sostanza, secondo il testo approvato nella mozione, il governo deve armonizzare gli incentivi con quelli Ue, definire un sistema di incentivazione che garantisca all’Italia una prospettiva di crescita di lungo termine per il settore fotovoltaico e sostenere la ricerca e lo sviluppo dei processi di industrializzazione delle nuove tecnologie de settore. Inoltre deve rivedere il Piano di azione nazionale per le energie rinnovabili”.
Oggi è previsto un incontro tra il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, e i principali rappresentanti del settore bancario, delle aziende attive nel comparto dell’energia rinnovabile, dei gestori di rete, delle associazioni dei consumatori e di Confindustria.
Nel corso della consultazione saranno dunque discussi i decreti ministeriali di attuazione del decreto legislativo sulle fonti rinnovabili (attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione delle fonti rinnovabili).
Sul sito assoenergiefuture.it è possibile leggere il testo della risposta del Quirinale, da part del segretario generale della Presidenza della Repubblica Donato Marra, alla lettera inviata da Asso Energie Future, Gifi ed Aper sui profili di illegittimità costituzionale e internazionale dell’art. 25, commi 9 e 10 dello schema di decreto legislativo di attuazione della Direttiva 2009/28/CE, illustrando i motivi per i quali il Presidente non ha accolto la richiesta.

Il segretario generale ha fatto notare che il capo della Stato ha esercitato «il potere di controllo della legittimità del decreto» senza che emergessero «profili di prevalente o palese incostituzionalità che motivassero il rifiuto in blocco della emanazione».
Seguiranno aggiornamenti

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