Sicurezza delle centrali nucleari: ecco le reazioni degli stati europei

Riportiamo delle dichiarazioni dai maggiori siti nazionali sull’argomento della sicurezza e della tecnologia delle centrali nucleari dopo i recenti tragici avvenimenti del terremoto giapponese. “Occorre che l’energia nucleare sia tenuta bene sotto controllo e questo secondo me, e’ il problema centrale: la fiducia che tutte le azioni vengano compiute per mitigare e limitare il rischio. La tecnologia c’e'”. Lo ha detto Luciano Maiani, presidente del Cnr, che questa mattina e’ intervenuto a Genova alla presentazione del Parco Scientifico e Tecnologico degli Erzelli. A margine dell’evento, Maiani ha parlato dei rischi del nucleare e delle polemiche scatenate in Italia dagli incidenti in Giappone. “L’industria nucleare”, ha proseguito il presidente del Cnr, “deve imparare da questi incidenti e migliorare. Stiamo anche parlando di una centrale costruita tanto tempo fa’ e quindi penso che malfunzionamenti ci potranno sempre essere, ma questo tipo di problemi e’ sostanzialmente superato. Non ci sono imprese a rischio zero”, ha sottolineato, “Il crollo di una diga per la produzione di energia idroelettrica non ci ferma nella produzione di questa energia”. (AGI) .

Sullo stesso sito (AGI) è riportata un’altra notizia che dimostra come la popolazione in generale ora sia molto più cauta su questa tecnologia. Sull’onda del disastro nucleare in Giappone, la Svizzera ha sospeso il programma per la sostituzione degli impianti atomici obsoleti per dare priorita’ assoluta alla sicurezza. Le autorita’ svizzere, si legge le comunicato dell’Ufficio Federale per l’Energia, “hanno deciso di sospendere le procedure in corso riguardanti le richieste di autorizzazione per la sostituzione degli impianti nucleari fino a quando non vengano riesaminati e, se necessario, modificati gli standard di sicurezza”. (AGI) .

Da tgcom,mediaset.it ecco le reazioni in India: Il premier indiano, Manmohan Singh, ha ordinato controlli di sicurezza in tutti gli impianti nucleari del Paese. In India ci sono 20 centrali nucleari in grado di generare una potenza di 4.720 megawatt. In seguito ad accordi di cooperazione con Francia e Russia, è prevista una forte espansione del settore atomico. Dopo lo tsunami del dicembre 2004, un impianto in Tamil Nadu fu fermato dai tecnici senza conseguenze e “riacceso” pochi giorni dopo.

In un messaggio al Parlamento, il primo ministro ha espresso solidarietà con la popolazione giapponese colpita dalla doppia calamità. I responsabili della Nuclear Power Corporation of India (Npcil) hanno tuttavia assicurato che i siti atomici in India vantano “i più alti sistemi di protezione in base a standard internazionali e che hanno resistito a grandi disastri naturali”. Va ricordato, a questo proposito, che parte del territorio indiano si trova in una zona altamente sismica per via della collisione di due placche tettoniche. L’ultimo grande sisma risale al 2001 nello stato nord orientale del Gujarat seguito da quello in Kashmir nel 2005.

In particolare, il premier ha chiesto alle autorità competenti di valutare le conseguenze di grandi disastri naturali come un terremoto o uno tsunami sulla sicurezza dei reattori nucleari, che sono per la maggior parte situati sulla fascia costiera. Parlando degli standard degli impianti indiani, l’ex presidente della Commissione per l’Energia Atomica, Mr Srinivasan, ha ricordato che “gestiamo reattori nucleari da più di 40 anni e sono sicuri”, aggiungendo che le centrali sono state costruite in zone dove non ci sono rischi di forti terremoti. Nel suo messaggio di condoglianze, Singh ha anche annunciato che l’India è “pronta ad assistere il Giappone nei soccorsi e nella ricostruzione”. In particolare, il governo ha deciso di inviare un carico di coperte di lana per i senza tetto (tgcom).

Come riportato sempre da Tgcom nello stesso articolo, il ministro dell’Ambiente austriaco Nikolaus Berlakovich propone uno stress-test per verificare la resistenza delle centrali nucleari europee in caso di terremoti. Se ne è parlato sempre al Consiglio dei ministri dell’ambiente dell’Unione europea. La collega greca ha quindi espresso la preoccupazione del suo Paese soprattutto per quel che riguarda la sicurezza delle centrali nell’Europa sud-orientale, una regione considerata ad alto rischio sismico.

Intanto tutti i maggiori esperti del settore nonché l’agenzia giapponese per la sicurezza nucleare tranquillizzano sul fatto che per l’Europa non c’è nessun pericolo dopo queste esplosioni avvenute nelle centrali giapponesi. La Commissione europea ha convocato per domani a Bruxelles una riunione con le autorità nazionali per la sicurezza nucleare e gli industriali del settore per fare un punto sulla situazione in Giappone. Seguiranno aggiornamenti.

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